di gruppo consiliare Partito Democratico
Durante l’ultimo Consiglio Comunale, la Sindaca Tardani è stata interrogata sulla
presenza, fino a tempi recentissimi, sulle mappe turistiche ufficiali, delle postazioni dei
defibrillatori pubblici e del logo “Città Cardioprotetta”. La sua risposta ha lasciato interdetti:
secondo la prima cittadina, si tratterebbe semplicemente di un “refuso”.
Una spiegazione che suona come un’evidente minimizzazione, se si considera che quelle
mappe – distribuite dagli uffici informativi e turistici per anni – indicavano l’esistenza di
presìdi salvavita, molti dei quali in realtà non funzionanti o rimossi da tempo. A rendere
ancora più inverosimile la giustificazione, un dettaglio significativo: le mappe in questione
riportano l’immagine di “Anna”, la mascotte in realtà aumentata lanciata nel giugno 2021.
È quindi lecito dedurre che il materiale sia stato prodotto, stampato e diffuso almeno a
partire da quella data. Parliamo dunque di un presunto “refuso” che si è protratto per oltre
tre anni, attraversando ristampe, aggiornamenti e campagne di comunicazione, senza che
nessuno – nemmeno la Sindaca, che detiene direttamente la delega al Turismo – se ne
sia mai accorto. E questo nonostante la questione dei defibrillatori “fantasma” fosse già
emersa nel 2022, in seguito a un decesso per arresto cardiaco in un bar del centro storico,
e tornata d’attualità nel novembre 2023, quando – davanti alle telecamere di Striscia la
Notizia – la stessa Sindaca si era impegnata pubblicamente a ripristinare la rete cittadina
dei DAE.

Eppure, anche dopo quella promessa solenne, le mappe continuavano a raccontare una
realtà che non esisteva. Una città “cardioprotetta” solo sulla carta. Letteralmente.
Per fare piena chiarezza, e per evitare che anche la verità venga derubricata a banale
errore di stampa, presenteremo una formale richiesta di accesso agli atti. Vogliamo
conoscere le date esatte delle forniture e delle ristampe del materiale informativo, per
ricostruire con precisione la cronologia di questa vicenda.
In conclusione, non siamo di fronte a un semplice disguido grafico o a un indirizzo
sbagliato. Stiamo parlando della comunicazione pubblica, ufficiale, con cui si raccontava di
garantire ai cittadini e ai visitatori una rete attiva ed efficiente di defibrillatori. Liquidare tutto
come un “refuso” non solo è scorretto, ma suona come un tentativo poco elegante di
eludere una responsabilità politica e istituzionale. Una leggerezza che un Sindaco – per di
più nella sua veste di massima autorità sanitaria locale – non dovrebbe permettersi.

