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Terza udienza del processo all’ex sacerdote accusato di molestie, in aula a Terni ascoltati i testimoni dell’accusa

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Si è svolta ieri, martedì 9 maggio, al Tribunale di Terni, la terza udienza del processo che vede imputato un ex sacerdote, un sessantenne di origini pisane, accusato di atti sessuali con minorenni mentre era ospite e educatore nel centro di accoglienza per profughi “Don Bosco” di Villanova di Orvieto. In aula sono stati ascoltati alcuni dei testi a sostegno dell’accusa mentre il resto delle testimonianze sarà, con tutta probabilità, resa il prossimo 20 giugno, data fissata per la prossima udienza. In aula era presente, oltre alla difesa delle parti civili, l’avvocato Nicola Pepe, anche l’imputato assistito dal proprio legale, l’avvocato Emilio Festa.

I fatti contestati all’ex sacerdote risalgono al 2017. Le accuse che lo riguardano sono pesantissime: sostituzione di persona, atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile, accuse che hanno portato la Procura della Repubblica di Perugia a richiederne il rinvio a giudizio. Il processo si era poi spostato, per competenza territoriale, a Terni nel settembre dello scorso anno. L’uomo è al centro di un corposo fascicolo messo insieme dalla Procura, grazie alle indagini condotte dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Orvieto.

L’ex religioso, privato dello stato clericale nel 2004, aveva continuato sia a indossare l’abito talare sia a celebrare messa anche mentre si trovava nel centro di accoglienza di Orvieto, inoltre nel 2015 il sessantenne era stato indagato dalla Procura di Roma, per prostituzione minorile a causa di un episodio avvenuto alla stazione Termini, mentre a Venezia aveva invece patteggiato un anno e sei mesi, destinatario anche di una multa per circonvenzione di incapace.

A far scattare la denuncia che oggi lo vede imputato a Terni, era stata la testimonianza di un ragazzo nordafricano nei cui confronti l’ex sacerdote avrebbe messo in atto ripetute pressioni sessuali, minacciandolo, qualora si fosse negato, di farlo allontanare dal centro di accoglienza. L’ex sacerdote è accusato anche di aver offerto soldi ad alcuni ragazzi ospiti del centro per ottenere in cambio prestazioni sessuali, ma anche di aver compiuto atti sessuali nei loro confronti facendo leva, questa l’ipotesi della Procura, sulla propria posizione predominante di educatore e millantando amicizie nel campo della moda che avrebbero potuto avviare i ragazzi, allora tutti minorenni, verso sfilate da nudi promettendo compensi. L’uomo, inoltre, proprio in virtù del fatto che aveva continuato a indossare l’abito talare, avrebbe indotto in inganno tutti coloro che in lui vedevano un punto di riferimento.

Nella precedente udienza era stato ascoltato uno dei ragazzi nordafricani, all’epoca dei fatti minorenne.


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