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“Pnrr chiuso, bilancio fallimentare per Orvieto e l’attuale amministrazione”

Tempo di lettura: 3 Minutei

di Roberta Palazzetti (Capogruppo Proposta Civica)

Il 30 giugno 2026 si è chiuso il PNRR, il più grande piano di investimenti pubblici della storia
italiana dal piano Marshall.

Il bilancio per il Comune di Orvieto e per l’attuale amministrazione è semplicemente disastroso:
 cantieri incompiuti;
 conti da pagare per contenziosi;
 errori amministrativi gravi;
 progetti sbagliati e gestiti male;
 nessuna rigenerazione urbana né progetti di transizione ecologica;
 nessun miglioramento dei servizi per cittadini e imprese.

In tutta Italia il PNRR, forte di 200 miliardi di fondi, ha significato interventi su rigenerazione
urbana, transizione ecologica, edilizia, mobilità e nuovi servizi. Orvieto ha fatto pochissimo,
quasi nulla, con ritardi e costi che noi pagheremo. E non ha colto nessuna opportunità per
rigenerare la città, migliorare I servizi e lasciare una Orvieto migliore alle nuove generazioni.

Roberta Palazzetti capogruppo Proposta Civica

Orvieto ha fatto poco e male.
Dimenticatevi i famosi 40 milioni di investimenti PNRR tanto sbandierati dalla Sindaca. La
realtà è che il Comune di Orvieto aveva solo due sostanziali progetti: il nuovo asilo di
Sferracavallo (per 2,3 milioni) e la costruzione del CEPOL allo Scalo (5,1 milioni).
Di questi, solo l’asilo arriverà a conclusione (si spera) con almeno un anno di ritardo. Il
CEPOL è stato abbandonato e non riceveremo i soldi del PNRR: oggi è un cantiere chiuso
con neppure le fondamenta, per cui è stato distrutto l’unico punto di aggregazione dello
Scalo.

Quello che però subiremo sono le conseguenze finanziarie e giudiziarie di una pessima
gestione. Infatti, il nostro Comune rischia di perdere 1,3 milioni di euro per contenziosi sui
entrambi i progetti. Per l’ Asilo, il Comune ha subito un danno erariale di quasi 450 mila
euro da parte della prima azienda costruttrice per una falsa fideiussione, non controllata
dall’amministrazione. Sul CEPOL, invece, la ditta costruttrice ha citato in giudizio il Comune,
chiedendo 735 mila euro di danni che dovremmo comunque accantonare fino al termine del
contenzioso, sperando poi di vincere! E tutto senza avere l’assurdo e costoso edificio.

La nostra Giunta ha poi fatto ulteriori danni premendo affinché la Casa e l’Ospedale di
Comunità fossero ubicati nell’ex Ospedale (cosa di cui ancora si vanta) invece di favorire il
recupero dell’ex mensa alla Piave dove sarebbe dovuto essere. E questa è colpa grave,
perché non solo ha dato origine a maggiori costi e tempi, ma ha messo le premesse per una
Casa e Ospedale di Comunità azzoppati perchè difficili da raggiungere, con spazi limitati per
i parcheggi e gli accessi problematici (come denunciato da noi e da tanti, soprattutto
dall’associazione PrometeOrvieto sin dall’inizio).

Intanto però il nostro Comune ha appena
speso 700 mila euro per acquistare il giardinetto/parcheggio di fianco. Che ne farà?
Pagheranno il pedaggio anche gli utenti della Casa di Comunità? E non potevano lasciare lo
spazio alla USL visto che è anche la proprietaria della Casa di Comunita? Misteri.
Orvieto non ha fatto nulla sulla rigenerazione urbana, transizione ecologica e sui
servizi.

Comuni vicino a noi (come Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello, Marsciano,
Gualdo Cattaneo, Otricoli, Città della Pieve) hanno presentato e avviato progetti PNRR per
la riqualificazione di quartieri, il recupero di edifici pubblici, la mobilità dolce, l’efficientamento
energetico. Orvieto no.

Rigenerazione urbana: zero progetti. Nessun intervento per recuperare edifici pubblici
inutilizzati e aree del centro storico in crisi – come la Caserma Piave. Non si sono presentati
progetti per nuovi spazi sociali; ciò che è stato recentemente proposto dai giovani dello
Scalo, ossia la creazione di uno spazio di incontro, poteva essere inserito nei progetti
PNRR.

Transizione ecologica: nessun progetto presentato. Orvieto non ha presentato alcun
progetto per ridurre i costi energetici, né di mobilità elettrica o ciclabile, né di resilienza
climatica. Ha snobbato le proposte di aziende per colonnine elettriche finanziate dal PNRR.
Abbiamo addirittura perso i successivi 9 milioni regionali per fotovoltaico e CER. Eppure i
costi energetici comunali pesano molto sul bilancio. Eppure il cambiamento climatico, ormai
evidente, suggerisce che interventi strutturali di resilienza climatica siano urgenti.
Anche i pochi progetti di digitalizzazione presentati erano solo a uso interno. Non hanno
comportato nessun miglioramento dei servizi da parte del Comune ai cittadini.

Ora il PNRR è finito. Le risorse sono terminate. Il fallimento del PNRR a Orvieto è clamoroso
da qualsiasi punto di vista lo si guardi: ciò che è stato proposto, ciò che è stato chiesto, ciò
che non è stato chiesto, come è stato gestito. Tutto grida fallimento e incapacità dell’attuale
amministrazione, ormai in carica da ben 7 anni, che ha gestito e indirizzato il PNRR sin
dall’inizio senza ascoltare nessuno, senza visione, senza capacità progettuali né gestionali.
Purtroppo il PNRR non tornerà, l’occasione è sfumata e il prezzo di questo fallimento lo
paghiamo e lo pagheremo noi cittadini, oggi e negli anni a venire.


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