Quasi 14.000 persone hanno sostenuto e firmato la petizione popolare per richiedere, a gran voce, il potenziamento dell’Ospedale “Santa Maria della Stella” di Orvieto. Un traguardo di 13.950 firme raggiunto dal Cosp – Comitato Orvietano per la Salute Pubblica che, in tre mesi e mezzo, nonostante il periodo invernale, è stato presente tra i cittadini di 33 comuni. Comuni che, tra Umbria e Lazio, usufruiscono dell’ospedale di Orvieto e che hanno firmato con convinzione ed emozione questa richiesta che parte dal basso, testimoniando l’estensione del bacino di utenza del “Santa Maria della Stella”: 43 km a nord (Città della Pieve), 53 km ad ovest (tutti i comuni attorno al lago di Bolsena, fino a Piansano ed Ischia di Castro), 56 km ad est (fino a Penna in Teverina), 32 km a sud (Montefiascone). Orvieto conferma una posizione pressoché baricentrica rispetto ad un’area molto vasta, gran parte della quale sconfina fuori dalla regione Umbria.

«La petizione – spiegano dal Comitato – che è sempre stata presente sui social con l’#firmaperlospedalediorvieto, è arrivata alla conclusione e terminerà con il deposito e la consegna delle firme presso l’Assemblea Legislativa Umbra giovedì mattina, anche alla presenza della presidente Stefania Proietti, a cui ci rivolgeremo sia come presidente della Regione, sia come assessore alla salute. La nostra richiesta è chiara: va prestata ora la massima attenzione al nostro nosocomio, unico Dea di I livello in un raggio di 60 km, situato lungo una delle principali arterie autostradali d’Italia e nel territorio con la maggiore densità di popolazione anziana di tutta l’Umbria».
Le richieste avanzate dalla petizione ideata e promossa dal Cosp hanno una duplice natura: essenziale e fondamentale, «affinché l’Ospedale sia veramente un Dea di I Livello – continuano – l’Utic deve essere pienamente operativa, va attivato il reparto di urologia, va ampliamento e riqualificazione del pronto soccorso, occorre diventare un centro di riferimento per la chirurgia ortopedica ed oculistica e attivare un reparto di geriatria, aumentando i posti letto fino a 200, con una sezione di ortogeriatria in modo da soddisfare l’importante richiesta di cittadini non più giovani del nostro territorio, rafforzando così imprescindibilmente la continuità assistenziale con il territorio».
Il Cosp però fissa anche dei requisiti necessari non negoziabili: «Aumento del personale, necessario in ogni reparto, stabilizzazione di quello attuale, abolizione del lavoro a gettone e individuazione dei primariati mancanti (Ostetricia e Ginecologia, Pediatria ed Ortopedia). La carenza di personale in un presidio ospedaliero di confine come quello di Orvieto, non è più accettabile».

