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Grande successo per il convegno sull’economia della Conoscenza e Polo Universitario

Tempo di lettura: 5 Minutei

Un pomeriggio trascorso a discutere di alta formazione, del valore culturale
ed economico di un progetto incentrato sugli Istituti tecnici superiori (Its) e
sulle possibili strategie per realizzare ad Orvieto un vero polo universitario.


Un auditorium Messina stracolmo di gente ha ospitato sabato scorso il
convegno organizzato dalla casa editrice Intermedia Edizioni e da Cogesta
Servizi guidata da Stefano Cimicchi in collabozione con il Club Amici
della stampa e con il gruppo di “Universitas studiorum” intorno al tema
dell’economia della conoscenza a cui ha portato il proprio contributo un
parterre di prestigiosi relatori. Presenti in sala anche rappresentanti
istituzionali come l’assessore comunale Pier Giorgio Pizzo, la candidata
civica Roberta Palazzetti, il candidato del centrosinistra Stefano Biagioli,
imprenditori come Roberto Biagioli, rappresentanti dell’associazione Nova,
ex membri del Centro studi come Claudio Bizzarri, Stefano Talamoni,
Paolo Maiolini vice direttore di Confagricoltura Umbria, i sindaci di Baschi e Ficulle, Damiano Bernardini e Gianluigi Maravalle.


In apertura dei lavori, Claudio Lattanzi di Intermedia Edizioni, ha
illustrato alcuni casi relativi ad atenei medi e piccoli come Perugia,
l’università della Tuscia e quella del Sannio, mettendo in evidenza come i
numeri relativi ad iscrizioni e presenze universitarie si traducano poi in
indotto economico per le singole città. Viterbo, ad esempio, con una
popolazione studentesca di 8000 persone, ha un impatto occupazionale pari
a 300 unità e sviluppa un indotto sull’economia di Viterbo pari a 69 milioni
di euro.


E’ poi seguito l’intervento del sindaco Roberta Tardani. Ricordando il
recente accordo Governo-Regione che ha stanziato i fondi per il
completamento della strada complanare, il sindaco è intervenuta sul tema
del futuro polo universitario, sostenendo che “Orvieto non deve coltivare
sogni che rischiano di rimanere sulla carta, ma deve avere i piedi ben
piantati in terra. Non sono assolutamente contraria ad un polo universitario
in città, se dovessero profilarsi possibilità concrete, ma cinque anni di
governo mi hanno insegnato che ai sogni vanno privilegiati progetti dalle basi concrete e fatti che vadano verso obiettivi chiari e prestabiliti. Sul
fronte della formazione, ciò significa puntare sugli Its per rafforzare il
legame tra la scuola ed il mondo del lavoro. Non a caso stiamo portando
avanti in dialogo con l’Its Umbria Academy e la Regione per avviare un
progetto pilota ad Orvieto. Sicuramente questo come altri progetti di lunga
prospettiva presuppongono un lavoro intenso che spesso non coincide con
quello più breve del mandato elettorale di un sindaco”.

Il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli ha fatto un intervento molto
apprezzato sul caso del decentramento dall’università di Perugia del corso
di “Scienze delle investigazioni” che la sua città ospita con successo da 18
anni e che è indirizzato a formare professionisti nel campo della sicurezza.
Lucarelli ha spiegato nel dettaglio anche il modello economico su cui si
regge questa importante esperienza formativa che ha mille iscritti da molte
regioni italiane e che contribuisce in maniera evidente al benessere di
Narni. “Il Comune ha realizzato investimento sulla sede universitaria e le
altre sedi- ha detto Lucarelli- attingendo a vari fondi pubblici. Attualmente
ha un esborso per il mantenimento della struttura compreso tra i 300 e i 400
mila euro all’anno, ma la ricaduta positiva per Narni in termini di prestigio
e di indotto economico rende sicuramente giustificato questo nostro
investimento”.


Anna Maria Fausto, ordinaria di Zoologia e già pro rettrice dell’università
della Tuscia, ha sottolineato il legame fondamentale che deve esistere tra
università e mondo economico locale per rendere sostenibile nel tempo un
ateneo. “Proprio l’esempio della Tuscia dimostra quanto sia essenziale
questo rapporto- ha detto-Viterbo è nata come facoltà di Agraria perchè
l’economia della Tuscia è fondata principalmente sull’agricoltura. Poi sono
stati fatti passi in avanti, sempre guardando al territorio ed è nato il corso di
laurea in Conservazione dei beni culturali. La nostra università che ha un
decentramento a Civitavecchia e uno a Rieti, già collabora con istituzioni di
Orvieto come la Guardia di Finanza. Sicuramente è possibile fare dei
progetti tra Viterbo ed Orvieto, noi siamo disponibili, bisogna cominciare a
ragionare sulle cose pratiche tenendo sempre presente la necessità della
concretezza”.

Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili, in un video messaggio, ha spiegato
il grande valore che assume il rapporto che Bagnoregio vanta con la facoltà
di Architettura dell’università statunitense di Yale, un vero “tempio” della conoscenza. Una collaborazione che è concretizzata in un’importante
presenza di studenti americani che soggiornano a Bagnoregio per studiare
Civita e le tecniche legate alla salvaguardia della città.
La figura di Eugenio Fumi è stata ricordata da Fabio Giovanella, già
manager Telecom e da Stefano Cimicchi che ha dialogato con due manager
ed imprenditori quali Luca Tomassini ed Ivano Mocetti che è oggi
presidente dell’azienda Costa d’Oro. Anedotti commoventi ed eloquenti
delle notevoli dote umane ed imprenditoriali del fondatore di Itelco che
hanno attratto l’attenzione dell’auditorio.


Il tema degli Its è stato trattato ed approfondito dalla dirigente scolastica
dell’istituto omnicomprensivo di Fabro Laporta Cinzia Meatta e dalla
dirigente dello scientifico Majiorana Lorella Monichini la cui relazione è
stata riportata dalla professoressa Anna Maria Barbanera. Collegamento
tra scuola ed imprese è il tema centrale mentre gli ambiti in cui sviluppare
questo progetto sono molteplici e vanno dalla filiera casa-ambiente-
costruzioni, fino ai servizi legati al turismo e alla cultura, tenendo presente
anche l’intelligenza artificiale, l’ambito agro alimentare e quello
alberghiero.

Riccardo Corradini, titolare dell’istituto linguistico Ludus ha richiamato
l’importante lavoro svolto sul territorio da Ludus che ha attivato dei
partneriati formativi a cui hanno preso parte oltre 150 studenti stranieri.
L’imprenditore ha anche sottolineato l’esigenza di lavorare insieme ad
alberghi e ristoranti per far crescere le competenze linguistiche di chi opera
nel turismo e nella ricettività.


Fulvia Lazzarotto, titolare della multinazionale Welcare, ha svolto
un’analisi a tutto campo sulle risorse necessarie ad un’azienda che opera sui
mercati internazionale e che ha sede ad Orvieto, partendo dall’importanza
fondamentale rappresentata dal capitale umano. L’imprenditrice ha
evidenziato alcuni settori strategici su cui puntare tra cui quello della
cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e della comunicazione, ma anche
l’importanza di conoscere lingue straniere e saper lavorare in team. Ha poi
preso la parola Pamela, una ragazza neo assunta da Welcare che ha
illustrato la sua visione dell’approccio che dovrebbe avere un giovane
nell’affacciarsi al mondo del lavoro.

Giorgio Santelli, in rappresentanza dell’associazione Orvieto città aperta, ha illustrato il progetto che due anni fa era stato elaborato per
rifunzionalizzare la caserma Piave e trasformarla in un campus
universitario. “Un progetto per quali era stata fatta una progettazione e ci
sono investitori pronti ad intervenire, ma rispetto al quale l’attuale
amministrazione comunale non hai mai fornito nemmeno una risposta. Ora
lo stesso progetto è stato sottoposto ai candidati a sindaco”.

I lavori sono stati conclusi da Stefano Armenia docente di Organizzazione
aziendale nella università telematica Iul che ha usato la teoria dei sistemi
per parlare di come una città possa avere benefici generalizzati dalla
presenza di un ateneo in grado di far crescere il livello culturale ed
economico di una comunità.

Gli organizzatori del convegno hanno concluso i lavori lanciando l’idea di
un “pensatoio” in cui far confluire energie, idee e progetti in grado di dare
concrete ai progetti legati all’alta formazione e al polo universitario che
sono stati oggetto della discussione.


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