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Cassa di Risparmio di Orvieto, il 2023 chiude con un utile netto pari a 7,81 milioni di euro

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Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Orvieto ha approvato i risultati dell’esercizio 2023 che chiude con un utile netto pari a 7,81 milioni di euro, in significativa crescita rispetto all’esercizio precedente (2,61 milioni di euro). In aumento (+17%) l’erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine a famiglie e piccole/medie imprese a sostegno dell’economia reale del territorio. 

Nel dettaglio:
– l’esercizio 2023 chiude con un utile netto di 7,81 milioni di euro (11,70 milioni di euro ante imposte), in significativa crescita rispetto al dato dell’esercizio precedente (2,61 milioni di euro). 
– crescita del margine di interesse (+35,6%), pari a 35,82 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (26,41 milioni di euro a fine esercizio precedente), anche grazie a maggiori impieghi netti verso la clientela per circa 78 milioni di euro. 
– margine di intermediazione +19,9% rispetto al 31 dicembre 2022: 55,66 milioni di euro (46,41 milioni di euro al 31 dicembre 2022). 
– riduzione del cost/income (Spese amministrative/Margine di intermediazione) dal 67,8% del 31 dicembre 2022 al 62,8% del 31 dicembre 2023. 
– gli impieghi netti verso la clientela, pari a 1.198,64 milioni di euro, crescono del 7% rispetto al 31 dicembre 2022 (1.120,52 milioni di euro) grazie alla contribuzione delle nuove erogazioni di finanziamenti a medio lungo termine a famiglie e piccole/medie imprese, pari a circa 163 milioni di euro (+17% rispetto ai 139 milioni di euro circa del 31 dicembre 2022). 
– raccolta Totale +3,6%: Raccolta diretta +1,5% pari a 1.114,18 milioni di euro rispetto a 1.097,66 milioni al 31 dicembre 2022, Raccolta indiretta +8,1% pari a 548,48 milioni di euro rispetto ai 507,49 milioni del 31 dicembre 2022. 
Riduzione dell’NPL ratio lordo e netto, pari, rispettivamente, al 6,1% (9,3% a fine 2022) e al 2,4% (3,5% a fine 2022).
– solida posizione di liquidità con LCR al 166,0% (122,2% al 31 dicembre 2022) ed NSFR >100%. 
– crescita dei coefficienti di solidità patrimoniale: CET1, Tier1 e Total capital ratio al 13,21% (rispetto all’11,89% fully phased al 31 dicembre 2022), che recepiscono il computo dell’utile netto di esercizio nel capitale primario di classe 1 (CET1). 

In un’ottica di rilancio della identità di Gruppo Mediocredito Centrale sono stati presentati i nuovi loghi di CRO e del Gruppo Mediocredito Centrale. 

In particolare, il risultato economico evidenzia: 

– un margine di intermediazione pari a 55,66 milioni di euro (46,41 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +19,9%), pressoché determinato dalla crescita del margine di interesse (da 26,41 milioni di euro a 35,82 milioni di euro al 31 dicembre 2023, +35,6%) e dalla sostanziale tenuta delle commissioni nette che passano dai 19,26 milioni di euro del 31 dicembre 2022 ai 17,99 milioni di euro al 31 dicembre 2023; 
– rettifiche di valore nette per rischio di credito, pari a 7,88 milioni di euro (10,60 milioni di euro al 31 dicembre 2022); 
costi operativi per complessivi 36,09 milioni di euro (31,94 milioni di euro al 31 dicembre 2022), che comprendono: spese per il personale pari a 20,39 milioni di euro (18,30 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +11,4%) su cui hanno inciso, tra gli altri, l’adeguamento al nuovo contratto nazionale e gli ulteriori accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali; 
altre spese amministrative pari a 14,59 milioni di euro (13,18 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +10,7%). 

Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli ammonta a 146,14 milioni di euro, rispetto al dato del 31 dicembre 2022 pari a 225,48 milioni di euro, ed è costituito, in gran parte, da titoli governativi italiani classificati nel portafoglio FVOCI. 

Gli impieghi netti a clientela (non considerando i titoli di debito) passano da 1.120,52 milioni di euro di fine 2022 a 1.198,64 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (+7%), grazie all’attività commerciale svolta nell’esercizio che ha prodotto, tra l’altro, un aumento del 17% dei finanziamenti a medio lungo termine erogati a famiglie e piccole/medie imprese (circa 163 milioni di euro di erogazioni rispetto ai 139 milioni di euro circa del 31 dicembre 2022). 

I crediti verso clientela in bonis netti sono pari a 1.170,06 milioni di euro rispetto a 1.081,87 milioni di euro al 31 dicembre 2022 (+8,2%). 

Il portafoglio crediti deteriorati verso clientela presenta un valore contabile netto di 28,58 milioni di euro (38,65 milioni di euro a fine 2022), con un grado di copertura dei fondi rettificativi pari al 62,6% (65,1% al 31 dicembre 2022). Ad esito delle azioni di derisking condotte nel quarto trimestre del 2023, l’NPL ratio lordo e l’NPL ratio netto registrano una significativa riduzione rispetto all’esercizio precedente, attestandosi, rispettivamente, al 6,1% (9,3% al 31 dicembre 2022) e al 2,4% (3,5% al 31 dicembre 2022). 

In crescita la raccolta: raccolta diretta +1,5% (1.114,18 milioni di euro al 31 dicembre 2023 vs 1.097,66 milioni di euro al 31 dicembre 2022) e raccolta indiretta +8,1% (548,48 milioni di euro al 31 dicembre 2023 vs 507,49 milioni al 31 dicembre 2022). 

La raccolta da banche è pari a 239,55 milioni di euro, rispetto ai 304,41 milioni di euro al 31 dicembre 2022, con una decrescita dovuta, in gran parte, alla componente da banche centrali avendo la Cassa ridotto l’esposizione al TLTRO-III di circa 62 milioni nel corso del 2023. 

Solida la posizione di liquidità, con gli indicatori LCR al 166,0% (122,2% al 31 dicembre 2022) ed NSFR maggiore del 100%. 

In crescita i coefficienti di solidità patrimoniale: Cet1, Tier1 e Total capital ratio pari al 13,21% (11,89% fully phased al 31 dicembre 2022), che recepiscono il computo dell’utile netto di esercizio nel capitale primario di classe 1.


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