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A Sanremo anche un orvietano, Daniele Batella make-up artist di Shari

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Dietro le quinte della 73a edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, che si è conclusa sabato 11 febbraio al Teatro Ariston della città ligure, in tutti questi giorni di musica e spettacolo c’è sempre stato anche un pizzico di Orvieto. Al lavoro nei camerini, in particolar modo alla cura del make-up dell’artista Shari, in questa edizione promossa tra i “big”, c’era infatti l’orvietanissimo Daniele Batella. Global senior make-up artist per un noto marchio di cosmesi italiano con sede in Umbria, Batella, 35 anni, è artista poliedrico, amante della creatività, dei colori, della letteratura e della musica. Voce del quintetto orvietano dei Cherries on a Swing Set, Batella è anche scrittore con all’attivo tre lavori letterari, dopo i due romanzi “End of the Road Bar” volume 1 e 2, è autore anche del più recente “Fabulae Noctis” (Dark Zone Edizioni), un’antologia di racconti in stile gotico con affascinanti sfumature noir.

La sua prima esperienza a Sanremo. Come l’ha vissuta? Come è andata?

«La prima esperienza a Sanremo è un sogno che si realizza. Da cantante di un gruppo vocale, e da amante della musica seguo la trasmissione da sempre, mi piace ogni volta scoprire i nuovi pezzi, i cantanti che seguo di più, adoro la musica italiana. Arrivarci come truccatore è stata una gioia incredibile, è andata molto molto bene. Sanremo è piena di gente, piena di vita, di eventi, di artisti, è una gioia vivere Sanremo nei giorni del Festival e mi hanno raccontato alcuni sanremesi che quest’anno è stata ancora più bella dopo la pandemia che aveva purtroppo fermato tutto questo. E’ bellissimo che sia tutto tornato a rifiorire».

Com’era l’atmosfera dietro le quinte, nei camerini, in generale a Sanremo?

«Fremente. Ovunque in giro c’era elettricità, c’era sempre un evento a cui correre, uno shooting a cui partecipare, una festa a cui prendere parte. E la grande concentrazione nella preparazione prima del grande evento della sera. Ogni serata è un evento nuovo. Il dietro le quinte è molto particolare: perché il Teatro Ariston non ha le dimensioni necessarie ad accogliere tutti e 28 i cantanti e i loro entourage, i cantanti si intervallano, arrivano, cantano e se ne vanno per lasciare spazio al successivo. Il dietro le quinte è quindi il teatro esteso a tutti gli hotel in cui i cantanti si vestono, si preparano, dove li trucchiamo. L’atmosfera è molto silenziosa, concentrata, prima della “tempesta”».

Come è arrivato a prendersi cura di Shari?

«Ho curato per Shari il make-up di tutti gli eventi quotidiani e delle serate. L’ho preparata a livello di make-up utilizzando i prodotti del brand di cui sono make-up artist, marchio per cui lavoro da alcuni anni e che mi ha fatto arrivare a Sanremo grazie agli investimenti che la società dedica alla musica. Da due anni siamo infatti partner del talent-show musicale Xfactor per il quale sono direttore artistico per il trucco dei concorrenti, e ci siamo avvicinati a Sanremo con la mia partecipazione al programma radiofonico “Citofonare Passoni” di Radio Deejay che segue il Festival».

Ci racconta qualcosa su Shari?

«Shari è un’artista molto promettente, combina dolcezza e aggressività sia nel proprio look che nella sua musica. Abbiamo deciso di investire su di lei perché il marchio ha sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani talenti. Del resto la “gen-z”, i ragazzi e le ragazze, i giovanissimi incarnano proprio la mission del brand, l’inclusività, il make-up per tutti, in definitiva il “be you”, l’essere sé stessi».

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