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Orvietano e sviluppo turistico locale. Nove comuni a confronto per lo studio della costituzione di una Unione

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Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Parrano, Ficulle, Monteleone d’Orvieto, Porano. Nove comuni dell’Orvietano si sono incontrati martedì 3 maggio, nella Cripta del Monaco Graziano di Ficulle, avviando, con gli esperti del progetto Italiae, un lavoro di confronto sulla possibile costituzione di una Unione, partendo dai temi generali riguardanti le unioni dei comuni per quindi procedere all’analisi delle possibili scelte e alternative inerenti ai principali contenuti dello Statuto.

«L’incontro – spiegano i promotori – è nel solco di un percorso avviato dai nove sindaci per valutare una possibile evoluzione delle istituzioni locali attraverso l’Unione dei Comuni, che in molte regioni italiane sono ormai realtà capaci provvedere alla riorganizzazione dei servizi, allo sviluppo di politiche territoriali e con maggiore peso politico. Le unioni sono ormai enti consolidati e strutturati nelle regioni più competitive d’Italia, che per altro si sono anche dotate di piani dedicati di “riordino territoriale”, mentre in Umbria sono attualmente solo due le unioni ad oggi realizzate, quella del “Sagrantino” e del “Trasimeno”, ma altri territori della regione sono anch’essi al lavoro sulla materia. È un percorso, quello delle unioni, che coniuga tradizione e partecipazione con la possibilità di efficientare i servizi a livello territoriale».

La collaborazione con Italiae, quindi l’avvio del percorso di approfondimento, nei mesi scorsi è stata sottoposta all’attenzione di tutti i Consigli Comunali nell’intenzione dei sindaci di avviare un percorso ben ponderato e che verrà condiviso con la cittadinanza tutta, ad iniziare dai consiglieri di maggioranza e di minoranza. Nell’intenzione di approfondire ogni aspetto, è anche avvenuto un primo incontro dei nove sindaci con la Presidente della Regione Donatella Tesei, che è stata l’occasione di presentare quanto allo studio e per avviare un confronto sulle tematiche tecniche, istituzionali ed economiche.

«L’incontro avvenuto a Ficulle – si continua – rappresenta una delle tappe del percorso di affiancamento definito dalla squadra di Italiae nel Piano di lavoro e concordato con i Sindaci dei comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Parrano, Ficulle, Monteleone d’Orvieto, Porano, che hanno aderito al Progetto del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, al fine di studiare l’eventuale costituzione di una Unione di comuni.

Il progetto dovrebbe prevedere, laddove sussistano i criteri di efficienza, efficacia ed economicità per il territorio, la costituzione di un’Unione di comuni vocata prioritariamente a supportare la realizzazione di politiche di tutela e sviluppo locale partendo dalla valorizzazione del territorio in chiave turistica, dalla programmazione territoriale e dei servizi pubblici locali in ottica intercomunale e dalle funzioni di pianificazione territoriale e progettazione delle opere pubbliche».

Ad accompagnare i sindaci nell’affrontare le principali questioni riguardanti il patto associativo, un team composto dalla professoressa Claudia Tubertini, docente di diritto amministrativo dell’Università di Bologna, dalla dottoressa Stefania Monaco esperta di associazionismo intercomunale e dal dottor Giovanni Xilo, coordinatore tecnico della linea di intervento sul rafforzamento amministrativo e gestione associata dei servizi. Per lo staff di coordinamento centrale di Italiae, ha partecipato alle attività la dottoressa Claudia Avolio.

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Italiae è promosso dal Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie e cofinanziato nell’ambito del Programma Operativo “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020.

Il progetto, attraverso un disegno di azioni tra loro coordinate, è stato strutturato su alcune direttrici di intervento: aggregazione, intercomunalità, associazionismo, e gestione associata delle funzioni, con l’intento di lavorare sul rafforzamento delle capacità amministrative e di gestione dei servizi degli enti locali.

Tre i pilastri della strategia del progetto: modernizzazione del sistema amministrativo territoriale;
miglioramento delle prestazioni delle amministrazioni pubbliche e potenziamento della capacità di governance degli enti; sperimentazione e diffusione di pratiche innovative.

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