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Replica della sindaca Tardani a Federalberghi Umbria sui dati andamento turismo a Orvieto

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“Analisi parziale – afferma – non approfondita e non veritiera dei risultati raggiunti dalla città nel post pandemia” 

“Parziale e poco approfondita l’analisi di Federalberghi Umbria sul turismo a Orvieto che rischia di dare un’immagine distorta e assolutamente non veritiera dei risultati raggiunti dalla città nel periodo post pandemia”. Così il Sindaco di Orvieto e Assessore al Turismo, Roberta Tardani, commenta il resoconto di Confcommercio sull’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra l’Amministrazione Comunale e i rappresentanti regionali, provinciali e locali di Federalberghi. 

“I dati diffusi da Federalberghi sul movimento turistico nel territorio orvietano negli ultimi due anni – spiega – si limitano a riportare nudo e crudo il calo complessivo degli arrivi e delle presenze italiane e straniere registrato dalle statistiche della Regione Umbria senza tenere conto di quanto la pandemia ha condizionato i flussi turistici provenienti dall’Estero il cui peso su Orvieto è sempre  stato maggiore rispetto all’importanza che questa componente ha avuto in altre parti dell’Umbria. E’ noto e appurato di come la pandemia abbia influito negativamente più sui turisti stranieri che su quelli italiani quindi ogni tipo di analisi che possa fornire una fotografia veritiera della situazione attuale, e sulla quale misurare i risultati del lavoro fatto dalla città in questi due anni, non può che partire da queste premesse. Pertanto, prendendo in considerazione le stesse statistiche regionali riferite al turismo italiano nell’unico periodo confrontabile del 2021, ovvero il secondo semestre, a giugno 2021 il comprensorio orvietano è stato l’unico insieme al Trasimeno a far registrare un segno positivo rispetto al 2019 mentre tra luglio e ottobre l’aumento percentuale su arrivi e presenze va dal 48 al 63% rispetto al 2019, contendendosi alternativamente con Todi il dato migliore dell’Umbria. Il pozzo di San Patrizio, da sempre ‘termometro’ dei flussi in città, dal 1 giugno al 31 dicembre, ha fatto registrare nel 2021 167.481 contro i 132.684 del 2019 con un incremento del 26% e punte fino al 40% in più nel periodo estivo. Mi preme sottolineare come nelle nostre valutazioni confrontiamo sempre i dati del 2021 con quelli del 2019, anno pre pandemia, perché le statistiche del 2020 potevano essere condizionate dalle tendenze del turismo di prossimità che aveva generato il primo lockdown mentre consolidare e aumentare le presenze l’anno successivo era un risultato tutt’altro che scontato”.

“E’ evidente – prosegue – come il calo delle presenze straniere in questi due anni sia stato pesantissimo ma limitarsi a citare il dato complessivo per giustificare la contrarietà alla realizzazione di un nuovo albergo nel centro storico è riduttivo e fuorviante. Sull’ex ospedale peraltro la prima a fare scelte diverse da quelle che volevano un grande albergo in quegli spazi è stata questa Amministrazione ma questo non significa che non vada aperta in città, in primis tra le associazioni di categoria del settore, una riflessione su come migliorare la qualità dell’accoglienza turistica per rivolgersi a target più elevati e alto spendenti”. 
“In questi due anni
 – conclude il Sindaco – l’Amministrazione Comunale, confrontandosi sempre con tutti gli operatori di settore, ha investito moltissimo e più di sempre sul marketing territoriale, sulla promozione, sugli eventi e soprattutto sull’innovazione e digitalizzazione dei servizi turistici per creare le condizioni per una immediata ripartenza. I progetti e i risultati raggiunti, presi a modello anche in occasione di importanti meeting del settore, non sono casuali e sono il frutto dell’impegno che ha saputo mettere a sistema tutta la città e non solo l’Amministrazione Comunale. Dovevamo rimetterci al passo con il Mondo, ritornare subito attrattivi dopo la tempesta della pandemia, tutte condizioni necessarie per tornare ad aggredire i problemi mai risolti che avevamo prima della pandemia: aumentare la permanenza media sul territorio, puntare su un turismo di qualità e proporre Orvieto non solo come destinazione ma anche come luogo dove vivere. Su queste sfide ci aspettiamo il contributo concreto e costruttivo delle associazioni di categoria, degli operatori di settore e della città intera”.  

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