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Presentato “CittaslowBee” Manifesto di Cittaslow International a sostegno delle api e a tutela della biodiversità

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Invertire la tendenza del declino delle api ed affermare la loro primaria importanza e la loro difesa per garantire la sicurezza alimentare e un adeguato mantenimento economico di coloro che vivono in aree rurali o emarginate. E’ uno dei molteplici obiettivi contenuti nel Manifesto di Cittaslow International a sostegno delle api e a tutela della biodiversità presentato ieri in conferenza stampa presso la sede orvietana dell’Associazione da Mauro Migliorini, Sindaco di Asolo e presidente di Cittaslow. Una iniziativa – il manifesto – che assume la denominazione di “CittaslowBee” ed è stata elaborata da Cittaslow International in ragione del ruolo propositivo che rivestono le Comunità Cittaslow per la promozione di uno sviluppo locale sostenibile, la riqualificazione dei territori e la tutela dell’ambiente. Un “progetto aperto” per sensibilizzare alla salvaguardia delle api quali indicatori della biodiversità, della salubrità ambientale e della tutela ambientale, a cui hanno aderito le Città del Miele, ovvero la rete nazionale che dà origine e identità ai mieli italiani ed è al fianco degli apicoltori locali e degli enti territoriali di tutela ambientale per salvaguardare i preziosi imenotteri. Attualmente il progetto “CittaslowBee” coinvolge le 87 Cittaslow della rete italiana delle “città del buon vivere”e il network internazionale, 300 città in tutto il mondo, con azioni concrete rivolte alle Amministrazioni e ai cittadini. La proposta è patrocinata dal Ministero della Transizione Ecologica, il cui Sottosegretario On. Vannia Gava collegata in videoconferenza ha sottolineato che “l’iniziativa è molto importante per mettere in risalto quanto l’ape sia un insetto la cui importanza non deve essere solo rivolta alla sua attività di impollinazione e produzione di miele, ma anche e soprattutto alla sua azione ai fini della tutela della biodiversità. Tutelare le api significa quindi tutelare anche l’apicoltura, attività economica praticata dall’uomo fin dall’antichità”. Di analogo tenore il contributo della Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, On. Alessia Rotta che ha ribadito il suo supporto all’iniziativa “nel massimo rispetto del lavoro dei Comuni e dei borghi, impegnati in prima fila per il contrasto ai cambiamenti climatici e per l’azione essenziale sul territorio attraverso le Cittaslow quali vere e proprie reti di educazione a km zero sul territorio per i cittadini, per un cambio di comportamenti a favore della sostenibilità e della nuova economia di tipo non più lineare. Sicurezza alimentare, agrobiologia e salute sono anche i cardini del PNRR, e per questo il legislatore è al fianco dei Comuni e delle Cittaslow in questa battaglia culturale e civile a favore delle api: sembra una piccola cosa, ma è invece uno dei pilastri dell’economia sostenibile”. A nome dei Sindaci delle Città del Miele, Serenella Mortani, ha sottolineato che “il valore delle api è custodito e protetto dagli apicoltori: l’Italia è leader mondiale per qualità e biodiversità. Sono infatti oltre 60 le qualità di mieli italiani, molti dei quali esclusivi del nostro territorio. Come quantità siamo i quarti in Europa per numero di alveari”.“Mentre tutti parliamo di grandi temi a livello globale come il ‘green deal’ e la ‘next generation’ – ha detto Mauro Migliorini, presidente di Cittaslow – come sindaci e cittadini delle Cittaslow abbiamo voluto dare subito un contributo concreto, impegnandoci nella difesa delle api. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale oltre il 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, che garantiscono l’impollinazione, rischiano di scomparire; il 9,2% delle specie di api europee sono attualmente minacciate di estinzione. Considerando che le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e che garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo, si comprende meglio quale sia il tipo di ‘emergenza’ che va affrontata con urgenza. Si stima che l’87% (circa 308.000 specie) delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendano, almeno in parte, dall’impollinazione. Inoltre, il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficiano dell’impollinazione. In Europa l’84% delle 264 specie coltivate necessita dell’impollinazione degli insetti e oltre 4000 differenti specie vegetali continuano a prosperare e a riprodursi attraverso l’umile e preziosa azione delle api, senza le quali molte specie di piante si estinguerebbero. Alcune specie di api, come l’ape Apis mellifera sono allevate (domesticate). Tuttavia, come spiegano gli scienziati, la stragrande maggioranza delle 20.077 specie di apoidei conosciute al mondo sono selvatiche. Gli impollinatori svolgono in natura un ruolo vitale come servizio di regolazione dell’ecosistema, che vuol dire biodiversità ed equilibrio. Da considerare infine il contributo economico delle api: attraverso i preziosi prodotti dell’alveare quali: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, da sempre utilizzati ed apprezzati dall’uomo, l’apicoltura è un’importante fonte di reddito”.  “L’Italia è l’unico paese al mondo a vantare oltre 60 diverse tipologie di mieli, molte delle quali ‘uniche’ proprio in virtù delle loro radici locali – ha spiegato il presidente delle Città del Miele, Vincenzo Parlato, Sindaco di Sortino (Siracusa) – a questo si aggiunge la funzione delle api in agricoltura: molto di quel che mangiamo deriva dal lavoro di questi piccoli insetti impollinatori che vivono in una società cooperativa.  Una singola ape visita intorno ai 7000 fiori al giorno, garantendo biodiversità e agricoltura. Un esempio concreto: le verdure negli orti e nei campi si sviluppano grazie alle api, così come gran parte dei frutti sugli alberi. Solo in Europa, oltre 4.000 verdure ci sono grazie agli insetti impollinatori. Ovviamente di fronte ad una crisi generale delle api, il danno sarebbe immenso e probabilmente irreversibile. Imputata oggi è l’agricoltura industriale ed intensiva, che utilizza in quantità pesticidi chimici, piante monocolture, adotta pratiche agricole distruttive ed è indifferente alla biodiversità. Come se non bastasse, anche i cambiamenti climatici stanno aggiungendo stress e pericoli nella vita delle api”.Nell’ambito della conferenza stampa sono stati presentati sei progetti per le api già attivati nelle Cittaslow di: Acquapendente con l’esperienza della Riserva Naturale Monte Rufeno, Belluno con il progetto “BeeAware!” con CIPRA Internazionale, Parrano con il progetto l’apiario comunitario, Pijao (Colombia) con le api in Quindio, Castel San Pietro Terme con l’Osservatorio nazionale del miele e Trevi con la rotonda della biodiversità.__________________Il lancio del Manifesto CittaslowBee ( https://www.cittaslow.it/progetto/it-cittaslowbee ) avviene nel mese di maggio in occasione di due importanti date: il 20 maggio “Giornata Mondiale alle Api” e il 22 maggio “Giornata Mondiale della Biodiversità” temi strettamente connessi che proprio a fronte dell’emergenza Covid-19 e post Covid evidenzia la necessità di salvaguardare la biodiversità delle specie vegetali e animali nella natura selvaggia come nell’ambito rurale e urbano. E’ l’impegno di Sindaci e comunità delle Cittaslow che si sono mobilitati raccogliendo il sostegno di associazioni come le Città del Miele, per un compito che è urgente per assicurare il futuro alle future generazioni.In concreto, il Manifesto a sostegno delle api e a tutela della biodiversità elaborato da Cittaslow International suggerisce alcune proposte alle Amministrazioni Locali, quali: la semina di fiori ed essenze mellifere lungo cigli stradali, marciapiedi, piazzali, parchi urbani; la piantumazione di alberi autoctoni nei parchi urbani, terreni di proprietà pubblica o piazzali, la concessione in uso gratuito di aree pubbliche per installazione di apiari; il rispetto dei protocolli fitosanitari locali e la definizione di protocolli aggiuntivi su base comunale, e il divieto utilizzo fitosanitari ad azione erbicida nelle aree pubbliche o aperte al pubblico. E ancora: la cooperazione con associazioni locali di apicoltori, la promozione di corsi alla popolazione e ai portatori di interesse di educazione ambientale e tutela della biodiversità, l’organizzazione di passeggiate tematiche e didattiche nel territorio comunale e la predisposizione di programmi di “educazione alle api” nelle scuole di ogni ordine e grado (Cittaslow Education and eTwinning EU platform) con il coinvolgimento di dirigenti, insegnanti, apicoltori, esperti del settore, associazioni di categoria.Azioni concrete anche da parte della cittadinanza come: piantare, in giardino o sul balcone, fiori ed essenze che attirano le api e le nutrono, ricordando che gli ortaggi che fioriscono, così come diversi tipi di erbe aromatiche, esercitano una grande attrattiva su insetti e api. Altri piccoli suggerimenti riguardano l’attenzione alla stagionalità delle piante, che garantiscono di avere fioriture durante larga parte dell’anno, e che donano nutrimento ai piccoli impollinatori nel corso di tutto il periodo vegetativo, creando piccoli habitat nel contesto urbano per le api, coltivano piante e fuori capaci di nutrirle aiutandole a non estinguersi. Per gli agricoltori, infine, il manifesto di Cittaslow propone: filari, siepi e prati impiantati ai margini del campo, perché aumentano l’abbondanza di impollinatori selvatici, come anche la rotazione delle colture con trifoglio o altre leguminose per incrementare l’abbondanza e la diversità dei bombi, che a loro volta migliorano la resa delle colture e la redditività dell’azienda. Pratiche di “ingegneria ecologica” che favoriscono gli impollinatori e conservano anche i nemici naturali degli insetti che sono essenziali per contenere le specie di parassiti erbivori che attaccano numerose ed importanti colture.

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