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Pci e M5S Orvieto: “Tra funicolare ferma e passerelle chiuse a pagare sono soprattutto studenti, pendolari e famiglie”

Tempo di lettura: 3 Minutei

riceviamo e pubblichiamo a firma di
PCI FEDERAZIONE ORVIETO
MOVIMENTO 5 STELLE “GRUPPO TERRITORIALE ORVIETO-MEDIA VALLE TEVERE”

A Orvieto ormai spostarsi sta diventando una corsa a ostacoli.

La Funicolare è ferma dal 9 giugno. Doveva trattarsi inizialmente di una sospensione temporanea
per manutenzione, ma durante le verifiche sono emersi problemi tecnici relativi a componenti di
sicurezza dell’impianto. Il Comune ha comunicato il 27 luglio che sono necessarie ulteriori
autorizzazioni ministeriali e verifiche funzionali e che, solo dopo questi passaggi, sarà possibile
stabilire i tempi della riapertura. Nel frattempo c’è la navetta sostitutiva, certamente necessaria, ma
il problema rimane: un collegamento fondamentale tra la stazione ferroviaria e il centro storico è
fuori servizio da mesi.

Poi c’è la passerella pedonale sul Paglia che collega il polo scolastico di Ciconia con Orvieto Scalo.
Anche questa è chiusa. I lavori, inizialmente programmati per la sostituzione del tavolato e degli
arcarecci, hanno richiesto un ampliamento dell’intervento dopo che le verifiche hanno evidenziato
ulteriori criticità su altri due impalcati. Il Comune ha stanziato 111.000 euro nel 2026 per i lavori
sulla passerella del polo scolastico di Ciconia, ma intanto l’anno scolastico è ricominciato.

E questo significa che studenti, genitori, insegnanti e lavoratori devono fare i conti con percorsi
alternativi, tempi più lunghi e una mobilità più complicata; soprattutto c’è un aspetto che non può
essere ignorato: la sicurezza degli studenti.

La chiusura della passerella non può tradursi in una situazione nella quale alcuni ragazzi, per
abbreviare i percorsi o raggiungere più rapidamente la scuola, arrivano a scavalcare le strutture,
mettendo seriamente a rischio la propria incolumità. È una situazione che non può essere
normalizzata né considerata una semplice conseguenza dei lavori.

Una passerella chiusa deve essere resa concretamente e realmente inaccessibile nei punti in cui
esiste il rischio che venga scavalcata e, soprattutto, devono essere individuati percorsi alternativi
sicuri e adeguati per gli studenti. La sicurezza dei ragazzi viene prima di qualsiasi altra
considerazione e la messa in sicurezza della passerella deve rappresentare una priorità.
Non stiamo parlando soltanto di turisti, stiamo parlando di ragazzi che ogni mattina devono arrivare
a scuola, di studenti che arrivano in treno, di lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro, di
genitori che devono organizzare gli spostamenti dei propri figli e il problema diventa ancora più
evidente se guardiamo il quadro nel suo insieme.

Funicolare ferma.
Passerella dei Laghetti chiusa.
Altri problemi sulle infrastrutture pedonali di Ciconia e Sferracavallo.
Disagi sulla viabilità.
Un trasporto pubblico che deve continuamente fare i conti con deviazioni e servizi sostitutivi.
Non è più possibile considerare ogni problema come un episodio isolato.
Quello che emerge è una questione più generale: la mobilità quotidiana di Orvieto sta
diventando sempre più difficile per chi vive, studia e lavora nella città.

Una città che vuole definirsi attrattiva, vivibile e a misura di famiglie deve prima di tutto garantire collegamenti efficienti, sicuri e prevedibili.
E soprattutto bisogna chiedersi:
Qual è il cronoprogramma reale?
Quando riaprirà la Funicolare?
Quando sarà nuovamente percorribile la passerella dei Laghetti?
Quali soluzioni sono state pensate specificamente per studenti e pendolari?
Quali interventi sono previsti per impedire che gli studenti possano mettere a rischio la
propria incolumità scavalcando la passerella?
E perché cittadini e famiglie devono spesso aspettare mesi per conoscere tempi certi?

La sicurezza viene prima di tutto e se un’infrastruttura presenta problemi, è giusto intervenire.
Sicurezza e programmazione devono andare insieme perché non basta dire che si sta lavorando, i
cittadini hanno diritto di sapere cosa si sta facendo, quanto durerà e quando potranno tornare
a utilizzare normalmente i servizi hanno diritto soprattutto a sapere quali misure concrete
vengono adottate per evitare che, durante i lavori, siano gli studenti e i cittadini a pagare il prezzo
delle inefficienze e dei disagi.

Orvieto non può diventare una città dove ogni spostamento quotidiano è un percorso a ostacoli.
La mobilità non è un lusso ma un servizio essenziale e per gli studenti è anche un diritto concreto a
raggiungere la scuola in condizioni dignitose, senza dover scegliere tra un percorso più lungo e il
rischio per la propria sicurezza.
Su questo servono risposte, tempi certi e interventi concreti.


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2 Comments

  • Riccardo

    #Funicolare: tanto, tanti anni fa, quando ero piccolo, che il triciclo, rimaneva rotto, accantonato da una parte, mi si diceva che “doveva arrivare il pezzo”.

  • Pietro

    Ci credo poco! La funicolare è un impianto a fune come qualsiasi altra funivia solo che a differenza di queste ultime non è sospesa ma poggia tranquillamente su rotaie. E allora mi chiedo, perché le funivie non stanno chiuse per mesi e mesi essendo anche più delicate di una funicolare?
    Perché le altre funicolari in Italia non chiudono mai?
    Sarà ma io ci vedo poco chiaro, pochissimo

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