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Orvieto piange “Ricciolino”, addio a Luciano Serranti: artigiano, artista e personaggio della città

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Aveva 83 anni. Nel 2011 aveva ricevuto il Pialletto d’Oro come “Artigiano dell’anno”. I funerali si sono svolti sabato 29 agosto nella chiesa di Sant’Andrea

Se ne è andato a 83 anni Luciani Serranti, per generazioni di orvietani semplicemente “Ricciolino”. Un soprannome diventato quasi un secondo nome e legato a uno di quei personaggi che, con il trascorrere degli anni, finiscono per entrare a far parte della memoria collettiva di una città.

Luciani Serranti “Ricciolino”
(foto Paolo Todini)

I funerali si sono svolti sabato nella chiesa di Sant’Andrea, nel centro storico di Orvieto, dove familiari, amici e quanti lo avevano conosciuto hanno potuto rivolgergli l’ultimo saluto.

Artigiano per mestiere e artista per vocazione, Serranti era conosciuto per il carattere affabile e generoso, per la battuta sempre pronta, per un’ironia che non risparmiava neppure sé stesso. Geniale nelle intuizioni e curioso per natura, aveva fatto della manualità e della creatività due elementi inseparabili della propria vita.

Un riconoscimento pubblico a questa lunga storia professionale era arrivato nel 2011, quando gli era stato assegnato il Pialletto d’Oro, Premio Artigiano dell’anno. Un premio che raccontava molto più di un’attività lavorativa. Nella motivazione veniva ricordata innanzitutto la sua disponibilità a insegnare il mestiere ai giovani e a mettere a disposizione degli altri ciò che aveva imparato nel corso degli anni.

Serranti apparteneva infatti a quella generazione di artigiani abituati non soltanto a utilizzare gli strumenti, ma anche a inventarli quando quelli necessari non esistevano o non si trovavano in commercio. Si era costruito da solo parte delle attrezzature della propria fucina e aveva trasformato il lavoro quotidiano in una continua ricerca di soluzioni, senza perdere di vista il gusto per il bello.

Il rapporto con chi entrava nella sua bottega veniva prima del semplice valore economico del lavoro. La soddisfazione del cliente, la possibilità di consegnare qualcosa fatto bene e destinato a durare erano principi ai quali aveva legato la propria attività. Oggetti ai quali, come ricordava la motivazione del Pialletto d’Oro, riusciva in qualche modo a dare «calore e vita».

Ma definire Ricciolino soltanto un artigiano sarebbe riduttivo. La sua personalità si muoveva infatti tra interessi diversi e una creatività che trovava continuamente nuove strade. Scriveva, recitava, inventava, coltivando passioni che ne avevano fatto un artista poliedrico e, soprattutto, un personaggio conosciuto ben oltre la cerchia professionale.

Ed è probabilmente proprio questo il ricordo che resta più forte: non soltanto quello delle cose costruite con le mani, ma quello di un uomo capace di accompagnare il mestiere con l’intelligenza, la fantasia e il sorriso. Con la morte di Luciani “Ricciolino” Serranti, Orvieto perde così uno dei suoi artigiani di vecchia scuola e, insieme, uno dei personaggi che hanno contribuito con la propria storia personale a raccontare un pezzo della città.


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