Lunedì scorso, 27 luglio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Orvieto, a conclusione di un’attività che ha
consentito anche di recuperare l’intera refurtiva sottratta, hanno tratto in arresto un giovane ritenuto
responsabile di truffa aggravata ai danni di una famiglia del luogo.

Secondo quanto ricostruito, il raggiro sarebbe stato messo in atto attraverso la ormai nota tecnica
del falso appartenente alle Forze dell’Ordine: in questo caso non è stato però un anziano ad essere
contattato, bensì un minore che, rimasto temporaneamente solo in casa, avrebbe ricevuto la
telefonata con cui un abile interlocutore, qualificatosi falsamente come Carabiniere, lo avrebbe
indotto a credere che il proprio padre fosse coinvolto in una rapina e che fosse necessario
consegnare tutti i gioielli custoditi nell’abitazione per consentirne un’immediata verifica. Pochi
minuti dopo si sarebbe presentato presso l’abitazione un uomo, al quale il ragazzo, spaventato e
preoccupato per le sorti del proprio genitore, ha consegnato alcuni monili ed un orologio, per poi
allontanarsi immediatamente.
Quando il minore è riuscito a mettersi in contatto con il padre, quest’ultimo si è rivolto alla Stazione
Carabinieri di Orvieto, i cui militari, unitamente a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile
della Compagnia, hanno avviato immediate ricerche sul territorio, riuscendo ad individuare un
soggetto, corrispondente alla descrizione fornita dal denunciante, che stava facendo rientro presso
una struttura ricettiva della zona ove era temporaneamente alloggiato.
Fermato e sottoposto a controllo, nel corso della perquisizione personale gli operanti hanno
rinvenuto l’intera refurtiva, poi riconosciuta e restituita al legittimo proprietario. L’attività
investigativa è stata ulteriormente corroborata dal riconoscimento fotografico effettuato dalla
giovane vittima: per l’uomo è scattato così l’arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero della
Procura della Repubblica di Terni in turno, la sua successiva presentazione al rito direttissimo che si
è svolto martedì mattina, all’esito del quale il Giudice, nel convalidare l’arresto, ha disposto nei suoi
confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
Il procedimento penale è pendente nella fase del giudizio di primo grado, per cui l’imputato non
può essere considerato colpevole prima della condanna definitiva.

