Oggetto: situazione igienico-sanitaria e gestione del deposito temporaneo dei rifiuti presso
l’area dell’ex Mensa dell’ex Caserma Piave.
Interrogazione a risposta scritta
Al Presidente del Consiglio Comunale di Orvieto
Dott. Stefano Olimpieri
Al Sindaco del comune di Orvieto
Dott.ssa Roberta Tardani
Premesso che
nei giorni scorsi sono circolate foto e immagini relative all’area dell’ex Mensa dell’ex
Caserma Piave, dai quali sembrerebbe emergere la presenza di numerosi contenitori e
cassonetti colmi di rifiuti, materiali accatastati e rifiuti apparentemente conferiti in modo
non ordinato;
dalle immagini disponibili parrebbe inoltre non risultare chiaramente garantita una corretta
separazione delle diverse frazioni merceologiche dei rifiuti, con possibile mescolanza tra
rifiuti organici, carta, cartone, plastica e altri materiali;
la presenza di accumuli di rifiuti, anche quando temporanea e anche quando collocata in
un’area non aperta al pubblico, può determinare criticità sotto il profilo igienico-sanitario,
ambientale, della sicurezza dei lavoratori e del decoro urbano;
in particolare, il deposito prolungato o non adeguatamente gestito di rifiuti può favorire la
formazione di odori molesti, la presenza di insetti, blatte, roditori e altri animali infestanti,
nonché il possibile rilascio di liquami o percolato, soprattutto in presenza di frazioni
organiche;
la presenza di materiali quali carta, cartone, plastica e imballaggi, se accumulati in
quantità rilevante e in condizioni non adeguatamente presidiate, può inoltre costituire un
potenziale fattore di rischio anche sotto il profilo della sicurezza antincendio;
l’eventuale natura di “deposito temporaneo” dei rifiuti provenienti dalla raccolta dei cestini
del centro storico non fa venir meno la necessità che tale attività avvenga nel rispetto delle
norme igienico-sanitarie, ambientali, contrattuali e di sicurezza, nonché secondo
procedure organizzative chiare, controllabili e documentate;
il fatto che l’area sia interna, chiusa o non ordinariamente accessibile al pubblico non può
essere considerato elemento sufficiente a escludere la rilevanza del problema, poiché la
tutela della salute, della sicurezza degli operatori e dell’ambiente riguarda anche gli spazi
di servizio e le aree tecniche utilizzate per attività connesse alla gestione dei rifiuti urbani;
l’ex Caserma Piave rappresenta un compendio collocato in un’area centrale e sensibile
della città, già oggetto negli anni di attenzione pubblica, progettualità e aspettative di
riqualificazione, e non può pertanto essere interessata da situazioni che, anche solo
potenzialmente, possano apparire incompatibili con adeguati standard di cura, controllo e
gestione.



Considerato che
rientra tra i compiti dell’Amministrazione comunale vigilare sul corretto svolgimento del
servizio di igiene urbana, sul rispetto del contratto di servizio da parte del gestore e
sull’adozione di modalità operative conformi alle prescrizioni normative e regolamentari;
è interesse dell’Amministrazione comunale accertare se l’area in questione sia formalmente individuata e autorizzata quale punto di deposito temporaneo, trasferenza o
stoccaggio intermedio dei rifiuti provenienti dalla raccolta dei cestini del centro storico;
occorre chiarire se per tale utilizzo esistano specifiche disposizioni operative, prescrizioni
igienico-sanitarie, protocolli di pulizia, disinfestazione e sanificazione, nonché procedure
relative alla sicurezza dei lavoratori e alla prevenzione incendi;
occorre altresì verificare con quale frequenza i rifiuti vengano effettivamente rimossi
dall’area, se tale frequenza sia sufficiente rispetto ai quantitativi conferiti e se siano previsti
controlli periodici da parte degli uffici comunali competenti;
qualora venissero accertate carenze organizzative, igienico-sanitarie o contrattuali,
l’Amministrazione avrebbe il dovere di intervenire tempestivamente, anche valutando
l’applicazione delle penali o degli altri strumenti previsti dal contratto di servizio;
una gestione non adeguatamente differenziata dei rifiuti, oltre a produrre un danno
ambientale, può incidere negativamente sui costi complessivi del servizio, sull’efficienza
della raccolta e sulla quantità di rifiuto indifferenziato destinato allo smaltimento.



Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Sindaco e l’Assessore competente per
sapere:
- se l’Amministrazione comunale fosse già a conoscenza della situazione documentata
presso l’area dell’ex Mensa dell’ex Caserma Piave e, in caso affermativo, da quando; - se l’area in questione sia formalmente autorizzata o comunque individuata dal Comune,
dal gestore o da altri soggetti competenti come punto di deposito temporaneo, trasferenza
o stoccaggio intermedio dei rifiuti raccolti nel centro storico; - quali tipologie di rifiuti vengano conferite in tale area, da quali circuiti di raccolta
provengano e se venga garantita una corretta separazione delle frazioni differenziate; - con quale frequenza giornaliera o settimanale i rifiuti vengano rimossi dall’area e
trasferiti verso gli impianti o le destinazioni previste; - se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali competenti, della
Polizia Locale, del gestore del servizio, della USL o di altri soggetti preposti al controllo
igienico-sanitario e ambientale; - se risultino segnalazioni, verbali, prescrizioni, contestazioni o comunicazioni formali
relative alla gestione dei rifiuti nell’area in oggetto; - quali misure vengano adottate per prevenire odori molesti, presenza di insetti o roditori,
dispersione di liquidi, percolato o altri fenomeni potenzialmente dannosi per la salute e
l’ambiente; - se siano previste attività periodiche di pulizia, lavaggio, sanificazione e disinfestazione
dell’area e con quale frequenza vengano effettuate;9. se la gestione dell’area sia conforme
alle previsioni del contratto di servizio e agli obblighi posti in capo al gestore dell’igiene
urbana; - se la gestione dell’area sia conforme alle previsioni del contratto di servizio e agli
obblighi posti in capo al gestore dell’igiene urbana; - se, qualora venissero accertate irregolarità o inadempienze, l’Amministrazione intenda
procedere alla contestazione formale nei confronti del gestore e all’eventuale applicazione
delle penali contrattualmente previste; - quali interventi immediati si intendano adottare per assicurare il pieno ripristino delle
condizioni di igiene, sicurezza e decoro dell’area; - quali misure strutturali l’Amministrazione intenda assumere per evitare il ripetersi di
situazioni analoghe, anche valutando l’aumento della frequenza dei ritiri, una più rigorosa
separazione delle frazioni differenziate, l’individuazione di spazi più idonei e controllati,
nonché l’adozione di procedure operative formalizzate e verificabili.
Gruppo consiliare PD di Orvieto

