Da Orvieto a Kinshasa, passando per Roma, con l’obiettivo di affrontare una delle emergenze ambientali più grandi del continente africano. È il progetto avviato da Icaria, società di ingegneria con sede operativa a Orvieto, chiamata a collaborare con il Governo della capitale della Repubblica Democratica del Congo per la realizzazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti solidi e liquidi destinato a una metropoli da circa 20 milioni di abitanti.

Kinshasa produce oggi oltre 14mila tonnellate di rifiuti al giorno, pari a circa 5 milioni e 400mila tonnellate l’anno, in un contesto dove la raccolta differenziata è praticamente assente e le criticità igienico-sanitarie rappresentano una delle principali emergenze urbane.
Il progetto, sviluppato attraverso un partenariato pubblico-privato della durata di 25 anni, è stato al centro della visita in Italia della delegazione governativa congolese guidata dal ministro dell’Ambiente, della Pulizia pubblica e dell’Abbellimento di Kinshasa, Léon Mulumba. La delegazione ha preso parte a incontri tecnici tra Roma e Orvieto, visitando impianti e confrontandosi con amministratori e tecnici italiani sulle strategie di gestione ambientale nelle grandi città.
“È un bisogno reale della città di Kinshasa – ha spiegato il ministro Mulumba – e aspettiamo molto da Icaria. Le condizioni africane sono diverse da quelle europee, ma conosciamo l’esperienza italiana maturata nella gestione dei rifiuti e contiamo su soluzioni durature”. Secondo il ministro, gli studi già presentati dalla società italiana rispondono alle esigenze tecniche, finanziarie e ambientali della città e rappresentano un passo importante per migliorare le condizioni igienico-sanitarie della capitale congolese.
A illustrare il progetto è stato l’amministratore delegato di Icaria, Vladimiro Rotisciani, che ha definito quella africana “una sfida complessa ma necessaria”. “Da circa quarant’anni – ha spiegato – ci occupiamo dell’intera filiera dei rifiuti, dalla raccolta al recupero di materia ed energia, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti da problema a risorsa”.
Il piano prevede la suddivisione della città in quattro grandi distretti operativi con una gestione centralizzata supportata da sistemi tecnologici avanzati come sensori, droni e satelliti per il monitoraggio di un territorio esteso per circa 10mila chilometri quadrati. Tra gli obiettivi anche l’introduzione progressiva della raccolta differenziata e di un sistema ispirato ai principi dell’economia circolare.
“Il nostro obiettivo – ha concluso Rotisciani – non è sfruttare quel Paese, ma portare competenze, formare operatori locali e creare occupazione”.

