Sabato 28 marzo 2026 a Orvieto si sono riuniti esponenti di civismi territoriali dell’Italia
centrale: Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo. In arrivo le Marche. Hanno partecipato esponenti di
alcune diecine di movimenti, associazioni e gruppi che in questi anni hanno caratterizzato il
dibattito culturale e le iniziative di rinnovamento a livello istituzionale e sociale nei diversi territori
delle regioni centrali.
Motivo e oggetto dell’incontro la costituzione di un movimento a rete con l’obiettivo di dare di
nuovo spazio, senso e spessore all’idea di un’Italia centrale che abbia un ruolo nel dibattito sul
rinnovamento del Paese nella prospettiva di un’Europa riformata in senso federale. Oggi l’Italia
centrale è schiacciata tra autonomia differenziata e Ponte sullo stretto, tra un Nord che rivendica il
suo ruolo di traino produttivo e un Sud fortemente determinato ad uscire dall’assistenzialismo con
la conseguenza che il Centro è penalizzato e si autopenalizza sia in termini di identità che di ruolo e
di risorse.
Bisogna perciò avanzare proprio da qui la prospettiva di un’Italia centrale che si organizza e guarda
ad un’idea di macroregioni funzionali in un’Europa che riscopra il federalismo come molla del
futuro. In questa prospettiva Roma resta naturalmente capitale d’Italia e dunque fuori dall’ottica
di quella che noi immaginiamo la macroregione dell’Italia centrale, che non ha un solo centro ma
tanti centri, alcuni più grandi e importanti, altri meno, ma tutti in una rete dinamica che adotta i
confini amministrativi come termini organizzativi da superare in ragione di progetti funzionali
ottimizzati.
Dunque si tratta di superare le politiche imposte dall’alto da trattative dentro la logica bipolare
delle coalizioni nazionali e chiuse dentro i confini delle singole regioni, e guadagnare una visione
funzionale interregionale per tutte le questioni infrastrutturali di una necessaria e urgente
modernizzazione: sanità, trasporti, energia, ambiente, turismo, cultura, istruzione e formazione.
Hanno coordinato l’incontro Franco Raimondo Barbabella e Giovanni Fanfano, esponenti del
civismo umbro. Sono intervenuti esponenti delle diverse regioni presenti: Giampaolo Sodano,
Floriano Pizzichini, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone, Marco Sciarrini, Francesco Carbini, Giuseppe
Bea, Sergio Batino, Fabio Scalzini.

Fermo restando il massimo di autonomia sui territori e salvaguardando iniziative ed esperienze
specifiche territoriali, si è deciso di avviare un concreto lavoro politico sulle sfide comuni più
urgenti per le nostre comunità, quelle che riguardano in particolare le carenze infrastrutturali che
penalizzano o ostacolano le fasce sociali più fragili o in difficoltà, i giovani che se ne vanno, gli
anziani che non trovano i servizi necessari, la carenza e l’irrazionalità degli investimenti finalizzati
allo sviluppo, la trascuratezza delle manutenzioni.
Facendo rete, il civismo territoriale del Centro intende affrontare la sfida di una necessaria riforma
del regionalismo con attenzione precisa alle esperienze dell’euroregionalismo. Inoltre ritiene
importante che emerga la consapevolezza di una pericolosa deriva della democrazia dovuta a
molti fattori ma che si concentra in particolare nel sistema elettorale, che affida alle segreterie dei
partiti il potere elettorale reale e impedisce ai cittadini sia di scegliere i propri rappresentanti, sia
di avere una adeguata rappresentanza territoriale.
La necessità di tornare ad una legge elettorale proporzionale con preferenze o di adottare un
sistema con piccoli collegi territoriali a doppio turno a seconda del livello istituzionale è quanto mai urgente. È importante sia la stabilità che la rappresentanza ma soprattutto sono importanti il
potere di scelta del cittadino e la responsabilità insieme generale e comunitaria dell’eletto.
La riunione si è conclusa con un accordo unanime sulle valutazioni strategiche e sul lavoro da
fare. Siamo in una fase di costruzione.
L’idea progettuale è chiara, nome e logo sono al momento ancora provvisori. È stato costituito per intanto il comitato promotore, aperto naturalmente ad ulteriori apporti: Giampaolo Sodano, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone, Marco Sciarrini,
Francesco Carbini, Giuseppe Bea, Sergio Batini, Fabio Scalzini, Franco Raimondo Barbabella,
Giovanni Fanfano, Paolo Brancaleoni, Stefano Talamoni, Giancarlo Armenia, Giuseppe Bea,
Sebastiano Ballone, Cesare Salvatori, Andrea Ridi, Riccardo Galimberti, Edoardo Colella, Silvio
Manglaviti, Vincenzo Fumi, Leandro Pacelli, Giovanni Codovini.
È stato nominato un primo coordinamento per organizzare le tappe successive, un comitato
costituito da Franco Raimondo Barbabella, Giovanni Fanfano, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone,
Fabio Scalzini, Marco Sciarrini.


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