di Gruppi Consiliari di opposizione Partito Democratico, Gruppo Misto, Proposta Civica
Nel corso dell’ultima seduta consiliare, sono stati ritirati – di concerto con i gruppi di maggioranza
– i tre atti aventi ad oggetto la realizzazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere
Architettoniche).

La decisione è stata assunta a seguito della comunicazione ufficiale della Sindaca, in Consiglio
Comunale, con la quale è stato dichiarato che le risorse economiche necessarie sono state
individuate all’interno del bilancio comunale. La Sindaca ha inoltre assunto un impegno formale,
annunciando che verrà dato mandato al tecnico competente per la redazione del PEBA entro il
primo trimestre del 2026.
È stato inoltre specificato che il Piano riguarderà l’intero territorio comunale di Orvieto e che terrà
conto sia delle disabilità fisiche sia di quelle sensoriali, rispondendo così in modo più completo alle
esigenze di accessibilità e inclusione.
Riteniamo che quanto dichiarato rappresenti un passaggio importante e dimostri il pieno
recepimento della centralità e dell’urgenza del PEBA per la nostra comunità. L’importanza di
questo tema è stata ribadita anche dalla forte partecipazione e dal valore simbolico e politico
dell’iniziativa pubblica del Disability Pride, che ha riportato al centro del dibattito cittadino il diritto
all’accessibilità, all’autonomia e alla piena partecipazione alla vita sociale delle persone con
disabilità.
Il PEBA non è un semplice adempimento tecnico, ma uno strumento fondamentale di civiltà e
giustizia sociale, che misura concretamente il livello di inclusione di una città. Per questo motivo,
nei prossimi mesi, monitoreremo con attenzione l’esatto adempimento dell’impegno assunto
pubblicamente dalla Sindaca davanti al Consiglio Comunale e a tutti i cittadini e le cittadine,
esercitando altresì, nell’alveo delle nostre prerogative, un’azione di pungolo e sollecitazione anche
nella opportuna sede regionale affinchè le nuove linee guida possano trovare al più presto adozione.
L’obiettivo comune deve rimanere quello di garantire una città realmente accessibile, inclusiva e
rispettosa dei diritti di tutte e di tutti.

