Ha scelto il Teatro Mancinelli di Orvieto per la data zero del tour che porta in scena lo spettacolo “A Million Dreams” opera liberamente ispirata a “The Greatest Showman” – pluripremiato film del 2017 con Hugh Jackman, Zac Efron e Michelle Williams – in scena sabato alle 21 e domenica alle 17, la Compagnia della Rupe, di nuovo a Orvieto, da Grotte di Castro, dopo “Les Bohémiens Opera Rock”. Le colorate e allegre atmosfere da Belle Époque del Moulin Rouge stavolta lasciano il posto agli echi dell’America d’inizio XIX secolo.

Al centro della storia, la figura del giovane imprenditore Phines Taylonr Barnum che, con le sue intuizioni visionarie, diede origine all’arte circense. La Compagnia della Rupe però vuole andare oltre la trasposizione e il racconto biografico ampliando il respiro del testo originale e concentrandosi sui grandi temi che lo attraversano – lotta all’emarginazione, amicizia, famiglia, uguaglianza – per trasformarli in un messaggio universale e quanto mai attuale. La riscrittura della sceneggiatura, curata con attenzione e sensibilità, valorizza ogni personaggio, donandole spessore e dignità. Dialoghi implementati e testi delle canzoni volutamente resi in italiano permettono di entrare in sintonia profonda con le storie raccontate.

«Ciò che ha colpito l’attenzione della Compagnia – spiega il regista Marcello Brinchi – sono stati i concetti di inclusione e amicizia che emergono nel film, ma, come sempre accade nelle sue opere, la lettura si è soffermata sull’ampliamento degli argomenti trattati, attraverso uno studio attento della trama e la caratterizzazione di ogni singolo personaggio; il tutto raccolto in un’originale rivisitazione della sceneggiatura, attraverso un’implementazione efficace dei dialoghi e dei testi delle canzoni, rigorosamente in italiano. Lotta all’emarginazione, famiglia, sostegno reciproco, uguaglianza: questa è la chiave di lettura che la Compagnia della Rupe ha scelto di utilizzare, gridando al mondo, con forza, che ognuno ha il diritto di vivere con dignità e brillare, senza che nessuno possa permettersi di offuscare la luce del proprio destino».
I testi e le liriche sono curate dallo stesso Brinchi che divide la regia con Francesco Leonardi che cura anche le coreografie e le scenografie mentre i costumi sono di Azzurra Pelabasto.


