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Quel silenzio sul tetto di San Francesco: il peso dell’abbandono

Tempo di lettura: 2 Minutei

Di Proposta Civica Orvieto

La Chiesa di San Francesco, autentico gioiello del patrimonio storico e spirituale di Orvieto, versa in condizioni di grave pericolo. È necessario agire ora, per non pentirsi domani.

Il tetto è instabile. Il rischio è reale

La situazione è seria e non può più essere ignorata o rimandata. Le infiltrazioni d’acqua sono diffuse e visibilmente compromettenti per la struttura. La navata, per la sua conformazione atipica, rende il tetto particolarmente vulnerabile: la forte pendenza facilita lo slittamento delle tegole e l’ingresso di acqua. Ancor più fragile è la cupola, sostenuta da una capriata lignea tridimensionale a ombrello, una struttura delicata e suscettibile al degrado causato dall’umidità e dal tempo.

Il grido d’allarme è partito da tempo, non solo da esperti e studiosi autorevoli, ma anche da molti cittadini che non si rassegnano all’abbandono. La domanda è semplice: e se il tetto cedesse? Perderemmo non solo un edificio, ma un simbolo. Un pezzo dell’anima di Orvieto.

Un impegno che non si è mai fermato

“Evitare il disastro e portare la Chiesa alla riapertura è un mio impegno costante”, dichiara la Consigliera comunale Roberta Palazzetti.

“Un anno fa, come primo atto della mia consiliatura, ho presentato un’interrogazione sulla Chiesa. Da allora ho continuato a sollecitare ispezioni, chiedere risposte, pretendere attenzione. In primavera ho chiesto di visitare il sottotetto con un tecnico: il permesso è stato negato. Ho chiesto accesso alle risultanze tecniche: nessuna risposta. E temo che ciò sia dovuto alla mancanza stessa di ispezioni serie e di dati aggiornati sullo stato del tetto e della cupola. Per questo, con una nuova interrogazione, sono tornata a chiedere ciò che dovrebbe essere ovvio: una verifica tecnica seria, urgente e approfondita. Perché non basta dire che ci si prenderà cura di San Francesco. Bisogna dimostrarlo.”

Difendere il passato è un dovere verso il futuro

La Chiesa di San Francesco, seconda in ordine cronologico tra quelle dedicate al Santo dopo quella di Assisi, non è inclusa nei fondi post-terremoto né in alcun piano di recupero attivo, nonostante il suo straordinario valore storico, architettonico e religioso.

Proposta Civica chiede alla Giunta di rendere pubbliche le eventuali perizie tecniche già svolte, di autorizzare con urgenza nuove ispezioni indipendenti sullo stato del tetto e del sottotetto, e di includere con decisione gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza nel piano lavori e nei finanziamenti previsti per il 2025.

Difendere San Francesco non è solo un dovere verso il passato, ma un atto di responsabilità verso il futuro della città.


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