sabato, Maggio 16contatti +39 3474182090 - redazione@orvieto24.it

Il rapporto Cts certifica -500 unità di lavoro a Orvieto

Tempo di lettura: 2 Minutei

A Orvieto circa 500 persone occupate in meno dal 2019 al primo trimestre 2025. A lanciare l’allarme è il nuovo report di Cts – Cittadinanza Territorio e Sviluppo uscito ieri. Secondo il rapporto 2025 sulla “Demografia delle Imprese” a cura di Matteo Tonelli, «Orvieto è passato da poco più di 2.000 imprese nel 2019 a meno di 2.000 nel 2025, ma il dato più preoccupante – si evidenzia – riguarda gli addetti: ridotti di quasi 500 unità nello stesso periodo. Il sistema produttivo di Orvieto mostra segnali di fragilità nonostante un’apparente stabilità numerica delle imprese».

Secondo i numeri presentati da Cts (fonte Infocamere registro imprese e Inps) «il manifatturiero rappresenta l’area più critica, con un crollo degli addetti di quasi il 40% nonostante un calo contenuto delle imprese. Anche l’agricoltura soffre, con un calo di manodopera di quasi un quinto. In controtendenza si muovono costruzioni e immobiliare, che hanno beneficiato delle misure di incentivo edilizio». Nel 2024 si conferma la tendenza negativa: le imprese manifatturiere hanno perso il 6,38% delle unità e ben il 21,11% degli addetti. Il settore turistico e della ristorazione mostrano invece segnali positivi, con una crescita del 7,06% degli addetti.

«Se le tendenze attuali continueranno senza correttivi spiega una nota di Cts – nel 2030 Orvieto conterebbe meno di 1.900 imprese e poco più di 6.700 addetti. Il rapporto evidenzia come la città si trovi a un bivio: rischia di scivolare verso un modello di “villaggio turistico” o può costruire un’economia più equilibrata».

Paolo Li Donni

Durissimo il commento di Paolo Li Donni, presidente di Cittadinanza Territorio Sviluppo: «Orvieto non è solo una città antica: è stata, per secoli, il fulcro di un territorio ampio, capace di irradiare funzioni politiche, economiche e culturali ben oltre le proprie mura. Oggi, però, quella funzione appare smarrita. La metamorfosi è compiuta: da città che custodiva un ruolo a villaggio turistico, suggestivo agli occhi dei visitatori ma svuotato per chi lo abita». «I numeri non mentono – commenta Li Donni – negli ultimi sei anni le imprese sono diminuite di poco, ma gli addetti si sono ridotti di quasi 500 unità. Le piccole e medie imprese si sono contratte, l’agricoltura ha perso manodopera, il commercio tradizionale arretra. Restano il turismo e la ristorazione, che reggono l’intera scena economica: non più un tessuto produttivo, ma un palcoscenico che vive di chi arriva e consuma. Questa metamorfosi non è avvenuta da sola: è il frutto di un declino della classe dirigente, incapace negli ultimi vent’anni di elaborare un pensiero progettuale e di tradurlo in politiche coerenti. La città antica somiglia sempre più ad una vecchia signora arroccata nella sua rocca: bella da mostrare, ma incapace di narrare».




SOSTIENI L'INFORMAZIONE ORVIETANA.
SOSTIENI ORVIETO24/ORVIETOSPORT

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com