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Accoglienza e inclusione. A Baschi arrivata una famiglia siriana

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Il “modello Baschi” funziona, lo sa bene la famiglia di rifugiati proveniente dalla Siria che in questi giorni, grazie alla sinergia tra il comune di Baschi e la Comunità di Sant’Egidio, si è stabilita in una abitazione nella piccola frazione di Morre. Originari della Siria, Khodr, 37 anni e la moglie Almusa, 36, sono arrivati in Italia grazie ai corridoio umanitari gestiti dalla Sant’Egidio, con viaggi sicuri e pianificati. Dopo la permanenza in un centro di accoglienza a Roma, la loro destinazione verso una nuova vita sicura e serena si è compiuta con il trasferimento a Morre. Con loro sono arrivati anche i quattro figli, Zein, 17 anni, Zeina di 7, Houweyda di 6 e Abdel Halim di 2, due maschi e due femmine.

Tutto questo è stato possibile grazie alle politiche di inclusione e accoglienza che da anni fanno di Baschi uno dei comuni più virtuosi in questo. «I corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio – spiega il sindaco Damiano Bernardini – si confermano un modello virtuoso ed efficace, capace di promuovere forme di accoglienza diffusa e solidale. Il principio è semplice: mettere in rete un’opportunità lavorativa, un alloggio disponibile e una comunità aperta e pronta ad accogliere. L’amministrazione comunale ha coordinato il tutto, senza alcun onere di spesa».

I nuovi arrivati abitano in una abitazione in affitto, un regolare affitto, messa a disposizione di una famiglia di Morre, i tre bambini più piccoli da settembre frequenteranno la vicina scuola Infanzia e Primaria di Colonia, mentre il più grande dei quattro frequenterà le superiori a Todi. Khodr, ha già trovato lavoro presso una segheria della zona che stava cercando mano d’opera senza trovarla. E i vicoli di Morre sono tornati a sentire l’allegro vociare di bimbi che giocano in strada. «E’ un modello vincente – spiega Bernardini – perché mette insieme esigenze diverse, con l’obiettivo di valorizzare il nostro territorio che è fatto anche di piccole e piccolissime realtà che vanno salvaguardate. Questa “accoglienza diffusa”, inoltre, ci permette anche di far vivere le nostre scuole. Puntiamo su tanti fronti, turismo, salvaguardia dei nostri territori e dei servizi, accoglienza, senso di comunità».

Baschi non è nuova a simili iniziative: nel 2023, il “modello Baschi” aveva permesso l’arrivo nella frazione di Civitella del Lago di un’altra famiglia siriana. Amer, 30 anni, e la compagna Raghad, 25 anni, sono arrivati a Civitella insieme ai loro due figli, Alhassan, allora 4 anni, e la sorellina Maryam, che di anni ne aveva 2. Amer lavora stabilmente in una cooperativa, sono tutti perfettamente integrati e parte viva di una comunità. Ora che è arrivata anche Almusa, a Raghad qualcuno ha chiesto «Sei contenta che ora avrai una amica?» e la giovane donna ha risposto: «Sono contenta che sia arrivata un’altra giovane donna siriana ma io di amiche ne ho tantissime qui».


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