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Orvieto Città Aperta chiama in causa il sindaco sul progetto Ex Piave: “Non siamo spariti, non ci ha ascoltati”

Tempo di lettura: 3 Minutei

“Non accettiamo le parole di Roberta Tardani risuonate nel corso
dell’iniziativa confronto tra i candidati sindaci con Confindustria. “Caro
sindaco uscente, noi siamo qui, non ci siamo dileguati, non siamo
speculatori né un comitato d’affari. Il nostro progetto della Caserma ha
progettisti, fruitori ed investitori e può essere realizzato. Lei ha negato
alla Comunità una possibilità straordinaria che, fortunatamente e
nonostante il suo atteggiamento, non è ancora perduta.”

Giovedì 30 maggio, il Presidente dell’Associazione Orvieto città Aperta
Giuliano Palozzo ed il portavoce dell’associazione Giorgio Santelli, hanno tenuto una conferenza stampa a
seguito delle parole utilizzati dalla sindaca uscente di Orvieto, Roberta Tardani, nel corso dell’incontro
pubblico tra i candidati sindaci organizzato da Confindustria Orvieto. Nel corso dell’iniziativa Roberta
Tardani ha detto (testo riportato nel loro comunicato stampa successivo all’evento e pubblicato sulla
stampa locale)
“Nel corso del confronto si è discusso anche del tema dei contenitori della città e del futuro dell’ex caserma Piave. “In questi anni – ha detto il sindaco – abbiamo incontrato tanti soggetti, anche speculatori. C’è chi parla ancora di un progetto che sarebbe addirittura finanziato dalla Comunità Europea, ora con 100 ora con 200 milioni di euro. Ho incontrato quelle persone che lo proponevano ma quando ho chiesto di sapere chi fossero gli investitori e chi fossero gli utilizzatori finali, sono spariti”.

Una delle tavole-progetto presentate da Orvieto Città Aperta nella presentazione ufficiale alla città


L’associazione, offesa da questo comunicato, ribadisce con forza “non siamo speculatori e non siamo
spariti. A sparire è stata certamente lei che non ha mai accettato un appuntamento con il nostro presidente Giuliano Palozzo e non ha mai partecipato alle iniziative di presentazione del progetto di riqualificazione della Caserma Piave.
Progetto che esiste a tal punto da essere depositato e protocollato presso il Comune di Orvieto.
Da parte sua c’è stata una chiusura che fa male alla città che, di fronte ad un progetto che ha gambe
progettuali, gambe di fruizione e gambe di investimento ha preferito non prenderlo in considerazione,
facendo del male alla comunità che rappresenta.
Il fondo di investimento – che fortunatamente ancora intende investire 80 milioni di euro sulla
riqualificazione della ex Caserma Piave – non poteva avanzare alcuna proposta ufficiale perché lei aveva
chiuso ogni possibilità di dialogo con chi, per il bene comune, si era dato da fare per dare soluzione ad una vicenda che potrebbe rappresentare una leva di sviluppo eccezionale per il nostro Comune e tutto il
territorio.
Se fosse venuta alla presentazione avrebbe avuto la possibilità di conoscere i “fruitori finali” del College
perché erano presenti all’iniziativa: responsabili di università italiane ed estere.
Se lei avesse partecipato alla presentazione o se ci avesse ricevuti avrebbe avuto modo di conoscere tutte
le persone coinvolte.
Se lei avesse accettato un incontro avrebbe compreso, come anche alcuni membri della sua maggioranza
hanno provato a farle capire, che la fattibilità era reale e che valeva la pena prendere in considerazione
questa possibilità
Di sicuro non abbiamo visto una gestione da “buon padre (o madre) di famiglia” che ogni primo cittadino
dovrebbe osservare nello svolgimento del proprio mandato.
Al contrario, all’ultimo minuto, ha preferito sostenere progetti “last minutes” senza alcuna capacità
realizzativa e solo a fini elettoralistici.
Noi, in ogni caso, non ci siamo arresi. Abbiamo continuato a coltivare i contatti e questo progetto è stato
inserito all’interno del programma degli altri candidati a sindaco che ci hanno ricevuto e lo hanno valutato
positivamente. Quindi noi ringraziamo, rigorosamente in ordine alfabetico, Stefano Biagioli, Giordano
Conticelli e Roberta Palazzetti.
Comunichiamo inoltre alla città che la mattina del 13 giugno, a cavallo tra il primo e il secondo turno di
ballottaggio, presenteremo non solo nuovamente il progetto, aggiornato e meglio delineato, ma avremo tra gli ospiti non solo chi ha definito il preliminare di intervento (la società Alcotec), le istituzioni universitarie
nazionali e internazionali che utilizzeranno la parte riqualificata come Campus Universitario, ed una
delegazione composta da economisti e responsabili che afferiscono al gruppo di investimento.
A quel punto noi, che non siamo né speculatori né un comitato d’affari, avremo concluso il nostro compito, affidando i contatti e i rapporti che abbiamo innescato direttamente al nuovo sindaco e al nuovo Consiglio Comunale, rappresentante dei cittadini e proprietario del bene affinché possano procedere alla ipotesi realizzativa.


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