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Umbria e cyberbullismo. A chi rivolgersi e come contrastare i teppisti del nuovo millennio

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Fonte: Unsplash

La Polizia di Stato ha recentemente diramato un comunicato con i dati relativi ai crimini informatici compiuti in Italia lo scorso anno, e le percentuali indicano un forte aumento di reati contro la persona, in crescita del 50%.

Per quanto riguarda i crimini della sfera individuale, c’è quasi sempre una volontà di ferire il soggetto preso di mira, tuttavia non mancano esempi di atti criminosi compiuti con lo scopo di estorcere denaro dietro la minaccia di rivelare segreti che potrebbero danneggiare l’immagine della vittima.

Come difendersi da eventuali attacchi di hacker?

Software specifici, come antivirus, antimalware o VPN (Virtual Private Network-una rete virtuale privata per mantenere l’anonimato), sono tra i metodi più sicuri per evitare truffe e garantire maggiore privacy.

Un altro ottimo modo per tutelare la nostra privacy online è scegliere password forti e diversificate in tutti i nostri account. Oltre a giocare in difesa utilizzando queste tecnologie, può essere anche utile anticipare le mosse di un eventuale bullo digitale, attivando strumenti che aumentino e garantiscano la privacy nei social media che usiamo più frequentemente.

Ecco alcuni esempi di comportamenti da seguire per un uso più sicuro dei social:

1) Limitare sia la possibilità di essere “taggati”, sia la visibilità dei nostri post

2) Bloccare commenti che contengono parole che riteniamo offensive

3) Taggare la posizione solo dopo aver lasciato il posto dove si è stati

4) Evitare di connettere tra loro i diversi profili che utilizziamo

Quali sono le vittime più frequenti?

Purtroppo le donne, bersaglio spesso di vere e proprie persecuzioni ad opera per lo più di ex gelosi, e i ragazzi in età scolare, sono le vittime prescelte dei cyberbulli.Il Ministero dell’Istruzione stima che circa l’8,4% degli studenti delle scuole superiori abbia subito episodi di cyberbullismo.In questi casi per le vittime il pericolo si nasconde tra le persone più vicine, rendendo la vita di chi subisce questo tipo di “stalkeraggio” estremamente difficile.

Fonte Unsplash

Quali strumenti di tutela ci sono a disposizione in Umbria?

In Umbria la maggior parte dei progetti che hanno lo scopo di proteggere le vittime di cyberbullismo nascono dalla collaborazione tra enti privati ed enti amministrativi. Per quanto riguarda la provincia di Terni, proprio lo scorso marzo, il Comune di Narni ha attivato lo sportello contro il bullismo, in seno al progetto Moige (Movimento italiano genitori) contro i bulli digitali.

Questo sportello fa seguito al “Punto di ascolto” sul bullismo di Perugia, nato dalla collaborazione tra Provincia, Cesvol e associazione “Ragazzi di Ferro”. Altri sportelli antistalker e che si occupano anche di bullismo sono attivi anche a Foligno e Città di Castello.

Tra le istituzioni private, ci sono anche gli svariati Lions Club. Proprio a Orvieto il Club cittadino ha recentemente organizzato, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Orvieto – Montecchio, il convegno “Cyberbullismo e bullismo – pericoli del Web” destinato ai ragazzi della Scuola Secondaria.

Ilrelatore il Dr Flaminio Monteleone, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Perugia, ha elargito suggerimenti al giovane pubblico su come restare connessi senza esporsi ai rischi del bullismo. Perché il modo migliore per difendersi è conoscere i rischi a cui si può andare in contro ed evitarli.

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