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“Invisibile meraviglia. Piccole lezioni sulla natura”. Il libreria il nuovo libro di Susanna Tamaro

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Esce on line e in libreria giovedì 18 novembre, “Invisibile meraviglia. Piccole lezioni sulla natura” (Edizioni Solferino), il nuovo libro della scrittrice Susanna Tamaro

«Per spalancare il panorama di meraviglie che l’universo naturale contiene non occorrono grandi spedizioni, possono bastare un parco cittadino, un balcone, persino una fessura nel pavimento di casa. Tenendo gli occhi e la mente bene aperti impareremo a decifrare le voci delle rondini e le abitudini dei merli, ad amare alcuni insetti e a combatterne altri, a seguire il ritmo con cui di stagione in stagione si vestono e si svestono gli alberi, dal flessuoso salice al burbero castagno.»

E’ questo l’incipit del nuovo lavoro letterario della scrittrice triestina che da molti anni ormai vive in Umbria, nel suo casale di Porano, immersa nel verde delle colline orvietane. E a contatto con la natura ha scoperto un mondo che ai suoi occhi appare magico, ricolmo di vita e di speranza, un mondo che ogni giorno la arricchisce di un qualcosa e che spesso racconta lei stessa attraverso le proprie pagine social. Seguitissima fin dal successo mondiale di “Va’ dove ti porta il cuore”, la scrittrice ama raccontare e raccontarsi nel proprio quotidiano, nella serenità del proprio giardino tra cani, gatti, fiori, api, e molti altri piccoli amici di cortile che descrive e disegna nel proprio inseparabile taccuino. 

«Da quando ho memoria di me – spiega lei stessa – le scienze naturali sono sempre state la mia unica vera passione – ricorda Susanna Tamaro – una passione mai sopita e che in un tempo di lutti e difficoltà come l’attuale si impone come una necessità, quella di tornare a meravigliarsi, a provare gratitudine per la ricchezza e lo splendore dell’esistente.»

«Seguire i voli delle rondini o le fioriture delle veroniche. Scoprire che il rospo si «innamora» per primo e che il picchio sa vedere nel futuro. Ricordare che della pervinca scriveva Giovanni Pascoli, dell’usignolo John Keats, e dell’upupa il poeta persiano Farid ad-din Attar. Per spalancare il panorama di meraviglie che l’universo naturale contiene – spiega – non occorrono grandi spedizioni, possono bastare un parco cittadino, un balcone, persino una fessura nel pavimento di casa. Tenendo gli occhi e la mente bene aperti impareremo a decifrare le voci delle rondini e le abitudini dei merli, ad amare alcuni insetti e a combatterne altri, a seguire il ritmo con cui di stagione in stagione si vestono e si svestono gli alberi, dal flessuoso salice al burbero castagno.»

Il suo «taccuino di appunti» prende vita lungo i mesi grazie a un’osservazione quotidiana colta e intima, che si incanta per il volo delle coccinelle e dialoga con i grandi autori del passato, da Plinio il Vecchio a Charles Darwin.

«Ritroviamo così una dimensione domestica e sorprendente della natura – scrive – che appartiene a tutti noi e che abbiamo il diritto di conoscere di più e meglio: perché la conoscenza è la prima e più necessaria forma dell’amore.»

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