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Corteo delle Dame di Orvieto. Presentati i bozzetti per nuovi costumi

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Presentato lo stato di avanzamento del progetto frutto della collaborazione fra Associazione “Lea Pacini” e Accademia di Belle Arti di Brera

Lo scorso febbraio, l’Associazione “Lea Pacini” che si occupa della gestione del Corteo Storico e del Corteo delle Dame di Orvieto e l’Accademia di Belle Arti di Brera, rispettivamente nelle persone del Presidente, Silverio Tafuro e del direttore didattico, Giovanni Iovane, avevano firmato la convenzione che sanciva la collaborazione tra i due enti dando forma alla realizzazione di nuovi costumi per il “Corteo delle Dame”, ideato nel 1994 da Nicoletta De Angelis, sulla base dei bozzetti realizzati dagli allievi della prestigiosa scuola

Dopo nove mesi, questa mattina, presso la Sala del Carmine di Orvieto, il progetto e il suo stato di avanzamento è stato presentato alla Città. Accanto ai rappresentanti dell’Associazione “Lea Pacini” e dello storico ateneo fondato nel 1776 da Maria Teresa d’Austria, sono intervenuti il Sindaco e Assessore alla Cultura, Roberta Tardani, e le rappresentanze di alcune associazioni cittadine, chiamate a partecipare per implementare il numero dei costumi.La presentazione del progetto, supervisionato dai professori Ferruccio Bigi e Davide Petullà, rispettivamente Direttore e Coordinatore della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Brera, è stata l’occasione per ripercorrere le fasi che in questi mesi hanno dato corpo alla convenzione fra i due enti. Tra aprile e luglio, infatti, i docenti del biennio della Scuola di Scenografia – Indirizzo “Costume per lo Spettacolo”, hanno tenuto una serie di lezioni seminariali per gli studenti del secondo anno di corso. Le docenti: Paola Giorgi, Maria Carla Ricotti, Vittoria Papaleo, Donatella Mondani, Miretta Tovini e Viviana Vannucci hanno spiegato le origini del corteo di Orvieto, dal Miracolo del Corpus Domini alla contestualizzazione storica dei costumi femminili trecenteschi, i dipinti, le miniature, le icone; quindi la campionatura dei tessuti, le acconciature, gli accessori, i moduli decorativi e le tecniche di lavorazione del taglio sartoriale. Inoltre, sono stati presentati i più celebri abiti facenti parte dei circa 150 pezzi che ad oggi compongono il Corteo delle Dame, costumi che vengono mostrati al pubblico solo una volta l’anno. 

Gli studenti hanno poi preparato 11 progetti ispirati ai costumi trecenteschi che ora attendono di essere realizzati. Tra le proposte – “tutte brillanti, esiti di ideazione creativa, ricerca filologica e complessità sartoriale” è stato sottolineato – sono stati selezionati quattro modelli, due per le dame maritate e due per le fanciulle nubili, che alla commissione giudicatrice dei docenti sono sembrati più attinenti al gusto artistico del Corteo delle Dame. Tra i finalisti, Michela Invernizzi, il cui lavoro è stato così valutato dalla commissione docenti come un “progetto, ben caratterizzato nella sua sintesi. Particolarmente felice lo studio del modulo decorativo del tessuto per il costume della dama maritata, ispirato al rosone del Duomo di Orvieto. Eleganti le cromie proposte” e il progetto di Samuele Cittadini, spiegato così: “eccellente la qualità artigianale dei campioni tessili che corredano questo progetto. Studiate le proporzioni e il ritmo del motivo decorativo, complesso e simbolico per il costume per la Dama maritata”. A questi bozzetti si aggiunge quello di Federica Galli per la quale la giuria ha scritto “costumi ben progettati ed interessanti nelle loro soluzioni. In particolare il costume per la fanciulla sembra dotato di tutta la grazia che il periodo storico può esprimere”. Altra finalista infine, Giulia Leali, il cui disegno è stato così giudicato: “percorso progettuale che rispecchia la sensibilità della studentessa e conferisce originalità ai costumi ispirati a un erbario medievale.  Apprezziamo particolarmente i colori e il gioco di risonanza ornamentale del costume per la fanciulla”.

Nella seconda fase del progetto si avvierà la vera e propria realizzazione degli abiti ispirati ai disegni degli studenti che, sempre su direttiva delle docenti, saranno gli stessi a lavorare al confezionamento dei modelli nei laboratori dell’Accademia. L’Associazione “Lea Pacini” sta raccogliendo, intanto, le adesioni di donne e giovani, aspiranti figuranti, disposte a sostenere i costi di lavorazione dei costumi che, si confida di far uscire a giugno 2022 dopo due anni di fermo delle sfilate imposto dall’emergenza sanitaria.

Il Sindaco, Roberta Tardani ha ringraziato l’Associazione “Lea Pacini” “per il lavoro incessante di custodia e valorizzazione dei costumi dei nostri cortei, che scaldano i cuori di noi orvietani ed entusiasmano chi viene in città in occasione del Corpus Domini. Un ringraziamento particolare all’Accademia di Brera, la cui progettualità consentirà di creare nuove meraviglie e dare un’idea di prospettiva e futuro. È un connubio di tradizione ed esperienze. In termini turistici stiamo investendo molto e il Corteo Storico e quello delle Dame sono sicuramente elementi di attrazione, tanto da averli inseriti nel video promozionale che invita ad Orvieto per le feste. Siamo lieti che questa presentazione avvenga a ridosso del nuovo anno. Speriamo sia di buon auspicio”.

Da parte sua, il presidente dell’Associazione Lea Pacini, Silverio Tafuro, ha aggiunto “oggi si apre una pagina importante per la nostra associazione, uno spartiacque tra passato e futuro. Chi ha ideato e creato i costumi non c’è più. Nel rispetto della sua memoria vogliamo dare continuità al suo sogno che nel 1994 portò alla prima uscita. Fin da subito il Corteo delle Dame ha fatto parte dell’Associazione Lea Pacini. Oggi è scontato, allora forse non lo era. Questo patrimonio, però, è sicuramente motivo di orgoglio e stiamo ragionando sull’identità che dovrà avere il nuovo Corteo, magari legandolo agli affreschi nella Cappella del Corporale che raffigurano quelle donne che accolsero la Reliquia del Miracolo del 1263. In questo percorso sarà prezioso il contributo dell’Accademia”.

“Siamo onorati di poter collaborare – ha ribadito Davide Petullà, della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Brera – mettendo competenze e professionalità di docenti e allievi al servizio di qualcosa che per la comunità locale è così motivo di orgoglio. Entrando in Duomo, in punta di piedi, abbiamo avuto l’opportunità di osservare i dettagli degli affreschi. Con la stessa umiltà ci siamo avvicinati ai costumi già esistenti e abbiamo incontrato le persone che se ne occupano. Le proposte presentate sono il frutto dell’indagine realizzata con l’attendibilità dei documenti storici e quella dose di creatività che arriva dai giovani che frequentano l’Accademia, una fucina con 5.500 iscritti, 400 docenti e tre dipartimenti. Degli undici progetti realizzati dagli allievi – ha concluso – sono stati selezionati quattro bozzetti definitivi. Due per donne maritate e due per fanciulle. Di questi, entro la fine di maggio, saranno realizzati due, in vista dell’uscita in notturna di giugno che tutti auspichiamo ci sia. Hanno ovviamente costi differenti, in considerazione delle tecniche di lavorazione come la sovrapposizione di tessuti, ma che tengono conto dell’artigianalità e del lavoro degli studenti, e in maniera più contenuta rispetto ad una sartoria. Contestualmente verranno fornite indicazioni rispetto agli accessori, al trucco e all’acconcio”. 

Le aspiranti figuranti interessate alla realizzazione dei costumi possono presentare la propria candidatura inviando, entro e non oltre mercoledì 8 dicembre, una mail all’indirizzo assoleapacini@gmail.com.

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