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Vetrya verso la messa in liquidazione

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Il consiglio di amministrazione di Vetrya, gruppo italiano con sede a Orvieto, leader nello sviluppo di servizi digitali, soluzioni applicative e servizi broadband, ha approvato ieri la proposta di messa in liquidazione della società avviando la procedura di concordato preventivo con continuità indiretta delle sole Aree/Direzioni aziendali per la quale è prevista la prosecuzione delle attività.

«Il cda della società quotata sul mercato AIM Italia (mercato alternativo del capitale) facendo seguito all’annuncio fatto il 10 ottobre – spiega una nota del gruppo che fa capo all’ad Luca Tommasini – comunica la prosecuzione delle attività di analisi e verifica, ai fini dell’individuazione delle possibili soluzioni di composizione della situazione di tensione economico-finanziaria, condotte con l’ausilio dei professionisti incaricati. Accertato il verificarsi di una causa di scioglimento ex lege – spiega il cda – ha deliberato di approvare la convocazione dell’assemblea soci per lo scioglimento e la messa in liquidazione di Vetrya Spa con cessazione delle attività/rami aziendali ad eccezione delle Aree e Direzioni da proseguire; l’adozione delle opportune iniziative per la riduzione del personale delle attività dismesse in ragione della rilevantissima perdita di fatturato; di approvare la prosecuzione delle attività finalizzate a verificare la sussistenza dei presupposti per l’accesso a procedura di concordato preventivo.»

Il Consiglio di Amministrazione ha infine deliberato di convocare l’assemblea straordinaria degli azionisti per il giorno 10 novembre 2021 in prima convocazione, e, occorrendo, in seconda convocazione, il giorno 11 novembre 2021. Il tavolo di crisi si era aperto nel mese di settembre con il consiglio di amministrazione chiamato a analizzare la valutazione della relazione semestrale che aveva evidenziato la necessità, per l’azienda orvietana che dà lavoro a circa cento persone, dell’elaborazione di un piano di risanamento e rilancio.

«Gli obiettivi economici contenuti nel documento del piano industriale comunicato al mercato in gennaio – aveva annunciato in quel momento Vetrya – risultano non conseguibili e, pertanto, il piano non è da considerarsi più valido. Il management ha preso atto dello scostamento rispetto al budget e dell’impossibilità di poter confermare il raggiungimento del break even (punto di pareggio).»

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