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Un orvietano alla guida di Slow Food Italia: Federico Varazi entra nel nuovo consiglio direttivo

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Il X Congresso di Slow Food Italia si è concluso domenica 4 luglio a Genova con l’elezione del nuovo consiglio direttivo, l’organo di governo che traccerà il cammino della Chiocciola nei prossimi cinque anni. A farne parte anche Federico Varazi, nato ad Amelia (Terni), oggi vive a Orvieto (Terni).

Varazi nel 1996 si laurea in Scienze Geologiche all’Università di Roma “La Sapienza” specializzandosi poco dopo al Centro di Didattica museale del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Roma Tre in “Didattica generale e museale”. Dal 1999 si occupa di progetti museali, mostre interattive, installazioni multimediali ed eventi di divulgazione scientifica in tutta Italia. Dal 2010 è direttore scientifico del “Museo dell’Energia di Ripi (FR)”, museo didattico dedicato all’educazione ambientale. Attualmente coordina un gruppo di ricerca della Sezione di storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana e altri progetti di divulgazione scientifica. Si iscrive a Slow Food nel 2008 e da allora collabora a moltissimi progetti e segue la comunicazione del comitato esecutivo regionale, oltre a essere group leader del progetto Slow Food in Azione.

Con lui anche la siciliana Roberta Billitteri, produttrice e Presidente dell’Associazione dei Produttori del Presìdio del Fagiolo Badda di Polizzi Generosa; il campano Giacomo Miola, presidente di Metafarm Social Food Lab, organizzazione culturale che si occupa della valorizzazione del patrimonio gastronomico e la relativa comunità locale; la toscana Barbara Nappini, fondatrice dell’associazione Il Grano e le Rose, che organizza attività sempre con lo sguardo rivolto a uno stile di vita sostenibile e responsabile; il lombardo Raoul Tiraboschi, avvocato civilista che si occupa dell’inserimento di persone in svantaggio sociale nella produzione e commercializzazione di verdura biologica. Barbara Nappini presiederà il Consiglio direttivo (prima donna alla presidenza di Slow Food Italia), gli altri componenti ricopriranno il ruolo di vicepresidenti.

«Il nostro è prima di tutto un gruppo di lavoro che farà dell’unione, del senso di appartenenza, dell’essere comunità la propria forza. Un gruppo di donne e uomini ognuno con il proprio percorso di vita che ha fatto tesoro delle riflessioni fatte in un momento di grave difficoltà e incertezza: per noi, le nostre famiglie, per l’Associazione e per l’umanità intera», dichiara il nuovo comitato esecutivo. «Non abbiamo uno slogan e abbiamo scelto di mettere i nostri valori a garanzia del nostro impegno. Valori come l’equità, la giustizia sociale e i diritti degli ultimi, la difesa dei beni comuni. Valori primari che nascono dai temi condivisi e costruiti in anni di attivismo. Sappiamo che non possiamo rimanere soli, al contrario dovremo stabilire relazioni, costruire ponti, creare partecipazione e dare valore all’interdipendenza, per moltiplicare la forza delle nostre azioni ed essere pronti ad affrontare le sfide attuali. Non facciamo politica: siamo politica, perché siamo convinti che le azioni ispirate dal sentimento siano l’unica speranza per il nostro futuro».

Molti i temi sollevati dai delegati durante la discussione e adottati dal Congresso. Tra questi, l’impegno a rivalutare e migliorare la qualità del cibo nelle mense scolastiche sostenendo le produzioni locali e tutelando così la biodiversità, proposto da Slow Food Scandicci e Slow Food Toscana, e la proposta di continuare a sostenere con impegno  la Campagna nazionale per l’approvazione della Legge sull’agricoltura contadina, proposta da Slow Food Campania.

Tra le mozioni poste in votazione, l’impegno a lavorare per costruire “la Slow Food degli ecosistemi”, a combattere il consumo di suolo rafforzando il ruolo dell’agroecologia e l’invito a lavorare per  garantire la vaccinazione alle categorie meno abbienti e alle fasce di popolazione più deboli, sia sul territorio nazionale, che in altri paesi. Facendo seguito alla proposta di Slow Food Emilia Romagna e Slow Food Toscana, che propone di piantare un albero per ogni socio Slow Food nei prossimi quattro anni – in collaborazione con la Fondazione AlberItalia – Enegan, azienda che produce energia verde al 100%, si impegna a sostenere l’iniziativa e a piantare da subito – all’interno del Consorzio Forestale del Ticino – 250 alberi nominativi, uno per ogni delegato presente a Genova, che contribuiranno all’assorbimento di 17,5 tonnellate di CO2.  

Ph. Francesca Cirilli – Archivio Sloww Food Italia

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