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“Il nostro voto contrario alla variazione di bilancio. Quello che i post su Facebook non dicono (e non vogliono dire)”

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I consiglieri di minoranza Martina Mescolini e Federico Giovannini (Partito Democratico), Cristina Croce (Siamo Orvieto), Franco Raimondo Barbabella ( Prima gli Orvietani), Giuseppe Germani ( Orvieto Civica e Riformista) intervengono sulla approvazione dell’utilizzo dei fondi di riserva di Bilancio.

È ormai divenuta consuetudine dell’attuale maggioranza banalizzare il dibattito consiliare e costruirne una narrazione a suon di post sui social, funzionali solo ad una campagna di propaganda permanente e a qualche like. Non certo al governo della città.

Questo è accaduto anche a seguito dell’ultimo Consiglio Comunale, nel corso del quale abbiamo espresso il nostro convinto voto contrario alla variazione di bilancio, manovra che è ormai la prassi di questa amministrazione.

“Il problema risiede a monte, in un impianto di bilancio di previsione triennale meramente tecnico, come lo stesso Assessore Pizzo ha candidamente ammesso.

Ma la scelta di un bilancio meramente tecnico, privo di alcuna impostazione programmatica di allocazione delle risorse, privo di alcun piano strutturato di priorità e di obiettivi, privo di progettualità e prospettive, è una scelta politica, di fronte alla quale si annulla pertanto ogni possibilità di dialettica.

Da qui le nostre posizioni, che abbiamo ampiamente motivato in sede di dibattito consiliare.

Non siamo di certo contrari alla realizzazione di un campo di calcio a 5 nella frazione di Canale, cui sono state assegnate risorse per un ammontare di 62mila Euro, ma sarebbe stato doveroso che ci fosse stato illustrato il progetto, anche al fine di poter valutare la congruità dell’impegno economico. Così non è stato, ci è stato presentato un pacchetto già confezionato, insieme a movimenti di risorse con altre finalità, illustrato peraltro dal solo Consigliere Olimpieri, forse nell’intento di rivendicarne la paternità.

L’Assessore Pizzo non fornisce, su questo come su altro, da oltre due anni, alcun dettaglio né alcuna indicazione di strategia complessiva, ammesso che ve ne sia una.

Si naviga a vista, con avanzi di gestione di fondi di cui oltretutto non abbiamo contezza, dal momento che del bilancio consuntivo ancora non vi è traccia.

Dai banchi della maggioranza si plaude ai tempi brevi con cui è stato approvato un bilancio di previsione, tecnico e per di più sulla fattispecie di quello precedente.

Poco importa se non si intravede in esso nulla di ciò che un documento di pianificazione economica e di programmazione politica dovrebbe rappresentare.

Questo è ben testimoniato dall’impostazione data alla gestione e all’utilizzo del patrimonio storico-artistico immobiliare: solo contenitori da riempire, senza progetti di valorizzazione che li rendano veicoli di crescita socio-culturale.

Così è per il Palazzo del Sette e così è per l’ex ospedale (rispetto al quale non è ancora chiaro se sia intenzione della Regione realizzarvi o meno la Casa della Salute, prevista invece, nei progetti del PNRR presentati al Ministero, nell’ex palazzina mensa della caserma Piave).

Tutto intanto tace su teatro Mancinelli e Palazzo dei Congressi. Speriamo ci racconti qualcosa il consigliere Olimpieri, portabandiera di questa Giunta, alla prossima variazione di bilancio.

Per tutte le altre voci della manovra di bilancio, soprattutto attinenti al sociale, si rimanda ai trasferimenti dagli altri enti sovraordinati. Speriamo se ne faccia buon uso, ma per questo confidiamo nel personale degli uffici tecnici, come del resto fa questa Giunta, che ha completamente abdicato alle proprie prerogative, facendosi mero strumento di ratifica, così come si vorrebbe il Consiglio Comunale.

A questo non ci rassegniamo. Non ci rassegniamo alla retorica a scapito della dialettica.

Auspichiamo un confronto sano e continueremo ad opporci ad un modus operandi che non restituisce una esaustiva programmazione degli obiettivi e delle risorse economiche per raggiungerli.

E lo facciamo soprattutto guardando al futuro perché sappiamo cosa significa avere un Comune imbrigliato nelle morse degli indebitamenti (per scelte non ragionate e non dettate da una strategia a medio-lungo termine) che a noi toccò gestire e risanare.

Peccato che chi ora può trarne vantaggio perché al governo della città, nel recente passato abbia espresso contrarietà alle manovre necessarie a risanare il bilancio dell’ente.”

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