A quasi quarant’anni dalla fondazione, il Ciconia Calcio guarda al futuro puntando sulla forza del gruppo, sulla partecipazione alla vita del quartiere e su un progetto sportivo senza pressioni. Dopo l’uscita di scena dell’Orvietana, il “Cicu” si candida a essere una delle realtà di riferimento del calcio locale.

Per il Ciconia Calcio si avvicina il momento di festeggiare i primi quarant’anni di attività. La ricorrenza coinciderà, più o meno, con la conclusione della stagione che sta per iniziare. Era il 1987 quando un gruppo di residenti nella popolosa frazione decise che per il quartiere era arrivato il momento di dotarsi di una propria squadra di calcio.
Onestamente, va detto che l’impatto iniziale con gli abitanti non riscosse subito un grande successo, fatta eccezione per alcuni periodi nei quali alla guida del club arrivarono figure carismatiche. Grazie, comunque, a una perseveranza mai venuta meno, i biancocelesti hanno sempre onorato al meglio l’impegno sportivo, senza esaltarsi troppo per i successi e senza abbattersi nei momenti difficili, cercando piuttosto di ripartire ogni volta che le cose non sono andate per il verso giusto.
Il rammarico per non aver trovato una sponda adeguata tra i residenti non è del tutto scomparso, pur non essendo più una questione di primo piano. Questo perché l’attuale gruppo dirigente, un bel mix tra giovani e diversamente giovani, ha capito che, se la montagna non va da Maometto, bisogna essere noi ad andare verso la montagna.
«Siamo noi ad aderire o a promuovere le più svariate iniziative di quartiere – ci racconta l’attuale presidente del club, Marco Spallaccia – che ci consentono di farci conoscere e, se possibile, apprezzare. In cambio riceviamo riscontri positivi che contribuiscono alla sussistenza della società».
Marco, uno dei giovani del gruppo, è cresciuto nell’ambiente e incarna bene la filosofia del “Cicu”.
«La nostra forza è tutta nella collegialità con la quale viene presa ogni decisione, da quella più semplice a quella più importante. Questo ci permette di tirare tutti dalla stessa parte, sempre e comunque. Sono alla presidenza da circa tre anni e, quando sarà il momento, subentrerà un altro degli amici. Perché questo siamo: amici. E così via».
La scomparsa dell’Orvietana, comunque la si voglia vedere, ha modificato l’assetto calcistico del territorio. Il Ciconia è oggi la seconda realtà del calcio locale.
«L’uscita dell’Orvietana è da considerarsi un danno per tutto il movimento. Noi tutti, io compreso, siamo cresciuti nella sua orbita, anche senza partecipare direttamente alla sua gestione, considerata comunque sempre come un approdo sicuro dal quale apprendere. Nel corso degli anni, nel nostro piccolo, abbiamo consentito a tanti giovani di divertirsi e di continuare a giocare a calcio, anche quando era stata loro preclusa la possibilità di intraprendere una carriera nelle categorie più titolate. Ne abbiamo tratto dei vantaggi che adesso vengono a mancare e penso che sarà nostro compito ricercare nuove opportunità».
Qualcuno vi considera il San Marino del calcio locale. Si dice che con voi si stia bene perché non c’è quella pressione che, spesso, può risultare dannosa.
«Se è così, non possiamo che esserne felici. In realtà proviamo a essere in quel modo, anche se non è matematico riuscirci. Una bella mano ce la sta dando Andrea Valterio, allenatore riconfermato. Oltre a essere professionalmente preparato, ha un carattere e una linea di comportamento che fanno solo bene all’ambiente. Il contorno, cioè noi, si sta adeguando con discreti risultati».
Siete stati molto attivi sul mercato, con parecchio lavoro per il direttore sportivo. C’è forse un cambio nelle aspettative?
«Nel Ciconia non esiste la figura del direttore sportivo. La nostra non è presunzione, è semplicemente che, anche in questo caso, preferiamo la collegialità nelle decisioni. Fare meglio è sempre un obiettivo e speriamo di riuscirci. Lo verificheremo a breve».
Marco deve scappare. Incombe la chiusura della Festa di Fine Estate. Prima di lasciarci, fa i nomi dei nuovi giocatori che compongono il tesoretto messo a disposizione di Andrea Valterio:
Riccardo Bianco, Leonardo Bonaccorsi, Matteo Montegiove, Alberto Petrescu, Simone Radicchio, Mattia Ricciuti, Andrea Saccomanni, Edoardo Seghetta, Francesco Simoncini e Francesco Zerbi.


