A dieci anni dal devastante sisma che il 24 agosto 2016 colpì il centro Italia, in particolare la città di Amatrice dove, nel crollo dell’Hotel Roma, persero la vita anche due giovani orvietani, Barbara Marinelli e Matteo Gianlorenzi, Orvieto non dimentica, anzi rilancia.

Venerdì 21 agosto, alle 12, al Museo Emilio Greco in piazza Duomo, è in programma una conferenza stampa promossa dalle forze politiche della coalizione regionale “Patto Avanti” e Articolo21 presidio orvietano: «Rilanciamo la battaglia delle famiglie delle vittime del terremoto di Amatrice – affermano i promotori dell’incontro – per ottenere verità e giustizia». A dieci anni da quella tragedia, il dolore delle famiglie è ancora vivo e, insieme al dolore, resta una richiesta di giustizia e di riconoscimento che non può essere ignorata. Alla conferenza stampa saranno presenti il sindaco di Baschi e segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini, il portavoce di Articolo 21 nazionale, Giuseppe Giulietti, la famiglia Gianlorenzi e Mario Sanna, reatino, padre di Filippo, morto a 22 anni nel terremoto, che da più di un mese porta avanti uno sciopero della fame per chiedere allo Stato l’istituzione di un fondo nazionale per i familiari delle vittime delle calamità naturali.
«L’Umbria vuole dare voce a questa battaglia anche nel nome delle famiglie Gianlorenzi, e Marinelli che qui vivono e che nel terremoto hanno perso Barbara e Matteo, e di tutte le famiglie che da allora attendono un riconoscimento concreto per una perdita che ha cambiato per sempre le loro vite – si legge nella nota di presentazione dell’evento. È una battaglia personale che è diventata una battaglia di tutti. Perché nessuna famiglia può essere lasciata sola dopo aver perso ciò che aveva di più caro». «In particolare – continuano gli organizzatori – chiediamo allo Stato di portare a compimento una legge o degli emendamenti al Bilancio capaci di restituire giustizia e dignità ai familiari delle vittime del terremoto così come è stato fatto per le vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio e di Rigopiano».


