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Cinque frazioni di Baschi guardano a Montecchio

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Petizione degli abitanti di Morre, Morruzze, Acqualoreto, Collelungo e Vagli

Cinque frazioni pronte a cambiare comune. Raccolte già 285 firme per passare da Baschi a Montecchio. A muovere i passi dei circa 600 cittadini di Morre, Morruzze, Acqualoreto, Collelungo e Vagli – come riporta Il Messaggero Umbria a firma di Francesca Tomassini – la possibilità di avvicinare l’amministrazione alla vita quotidiana dei cittadini. A spingere i residenti verso questa iniziativa sarebbero soprattutto questioni pratiche: la conformazione del territorio, la distanza dai centri di riferimento e i collegamenti stradali.

Il comune di Baschi

«Montecchio – spiegano i promotori – rappresenta già per molti abitanti un punto di riferimento abituale». Scuola, sanità, servizi postali, attività commerciali, associazioni e rapporti sociali ed economici sarebbero solo alcuni degli ambiti nei quali gli abitanti delle frazioni si muovono già verso il comune confinante. A questo si aggiungerebbero relazioni familiari e legami storici e culturali che, nel tempo, hanno contribuito a creare una stretta connessione tra le comunità.

Da qui l’idea di mettere in discussione gli attuali confini amministrativi e verificare se possano essere modificati per renderli più aderenti alla realtà del territorio. Per questo motivo, nei giorni scorsi, è stata avviata una petizione popolare, presentata ufficialmente il 28 agosto, per chiedere il distacco delle cinque frazioni dal territorio di Baschi e la loro aggregazione a quello di Montecchio.

«La raccolta di firme – spiegano – ha già superato il 60 per cento (285 firme raccolte su circa 488 iscritti alle liste elettorali ndr) di quelle necessarie». Non si tratta però di una decisione già presa, ma dell’avvio di un percorso nel quale chiedere alle istituzioni di valutare concretamente la proposta. Il primo passaggio richiesto riguarda il Comune di Baschi. La petizione punta infatti a portare l’argomento in consiglio comunale, affinché venga adottato un atto formale e possa essere aperto un confronto con Montecchio e con la Regione Umbria.

Ed è proprio sul piano regionale che potrebbe profilarsi uno dei principali ostacoli. La questione riguarda infatti l’articolo 44 della legge regionale Umbria 14 del 2010 e, in particolare, il requisito demografico dei 3.000 abitanti. Secondo la norma, qualsiasi spostamento o fusione comporti la discesa per un comune al di sotto di questa soglia, non sarebbe consentito. Un punto che i promotori considerano decisivo e che chiedono venga chiarito attraverso un esame formale della legge. Non è la prima volta che in Umbria viene avviato un processo di questo tipo.

I tentativi più recenti sono stati nel 2014 nell’alto Orvietano e nel 2017 in Valnerina, tutti falliti al referendum consultivo. Per trovare quelli andati in porto bisogna tornare al 1865 quando il comune di Sant’Eraclio fu incorporato a Foligno e nel 1869 quando Collemancio fu aggregato al comune di Cannara.


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