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Nota di replica alle affermazioni di Prometeo sulla sanità territoriale e ospedaliera di Orvieto

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di Usl Umbria 2

In relazione alle ennesime affermazioni diffuse sui social network e riprese da alcune testate online riguardanti l’Ospedale di Orvieto e l’organizzazione dei servizi sanitari nel territorio, l’Azienda ritiene doveroso intervenire per fornire chiarimenti puntuali, nel rispetto dei cittadini e del lavoro quotidiano dei professionisti sanitari.

Le politiche sanitarie regionali si fondano su un modello di rete clinico-assistenziale, orientato alla sicurezza delle cure, all’appropriatezza e alla qualità degli esiti, in coerenza con le indicazioni nazionali e con il Piano Nazionale Esiti.

In questo quadro si collocano le seguenti precisazioni:

· Pronto Soccorso

La carenza di medici di Medicina d’Urgenza è una criticità nazionale, che interessa l’intero Servizio Sanitario Nazionale e non il solo presidio di Orvieto. L’Azienda ha espletato concorsi pubblici; tuttavia, in più casi, i candidati risultati idonei hanno rinunciato a contrattualizzare l’assunzione, fenomeno ormai strutturale a livello nazionale.

Nonostante ciò, l’Ospedale di Orvieto resta un DEA di I livello pienamente operativo e l’Azienda continua a mettere in atto tutte le soluzioni organizzative e di reclutamento consentite per garantire la continuità del servizio di emergenza-urgenza.

· Nefrologia e attività dialitica

Per la nefrologia, così come per altre discipline specialistiche, sono attive convenzioni e collaborazioni con altre Aziende sanitarie, in coerenza con il modello di rete regionale. L’attività dialitica in area critica è garantita secondo protocolli condivisi e standard di sicurezza, all’interno di un sistema integrato che consente continuità assistenziale anche nei periodi di maggiore complessità organizzativa.

· Chirurgia oncologica

Presso l’Ospedale di Orvieto sono operative la Chirurgia Generale e d’Urgenza e la SSD Multidisciplinare, che garantiscono, oltre al resto tutti gli interventi chirurgici maggiori dell’intestino nel rispetto di tutti gli standard di qualità, sicurezza e appropriatezza richiesti dalle linee guida nazionali.

L’inserimento di alcuni casi in percorsi oncologici di rete non rappresenta uno “svuotamento” del presidio, ma una scelta clinica e organizzativa orientata alla tutela del paziente e al miglioramento degli esiti, come previsto dai modelli regionali e nazionali.

· Chirurgia della mammella

I percorsi di senologia sono strutturati secondo i criteri regionali della rete Breast Unit e rispondono a requisiti di qualità, volumi ed esiti. Le scelte organizzative sulle tecnologie e sulle sedi operative non sono finalizzate a penalizzare un territorio, ma a garantire standard elevati di sicurezza e appropriatezza, come richiesto dalle normative vigenti.

· Chirurgia pediatrica e appendicectomie

Presso il presidio vengono regolarmente effettuati interventi programmati di chirurgia pediatrica con risultati clinici positivi. Tuttavia, per le urgenze differibili, la centralizzazione presso i centri HUB è prevista dalle linee guida della Società Italiana di Chirurgia Pediatrica e della Società Italiana di Anestesia Pediatrica, proprio in applicazione dei principi di sicurezza richiamati dall’associazione.

Diverso è invece il concetto di emergenza chirurgica anche pediatrica che viene garantita H24 secondo i protocolli dell’emergenza-urgenza.

L’affermazione secondo cui queste scelte “ucciderebbero il personale” viene respinta con decisione. Al contrario, il modello di rete regionale, la centralizzazione dei casi complessi, l’appropriatezza delle indicazioni chirurgiche e il rispetto dei volumi minimi previsti dal Piano Nazionale Esiti sono strumenti pensati per tutelare i cittadini e i professionisti, ridurre il rischio clinico, garantire percorsi sostenibili e valorizzare le competenze presenti nei presidi territoriali.

L’Azienda ribadisce infine che il confronto con associazioni e cittadini è sempre benvenuto se orientato a soluzioni condivise. Narrazioni parziali o allarmistiche non rafforzano la sanità pubblica né sostengono il personale che ogni giorno opera con professionalità e responsabilità a servizio della comunità.


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