Nell’agosto del 2024 il presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto, Andrea Taddei, ne annunciò l’imminente chiusura per far fronte a «lavori di riallestimento». «Dal 1° settembre 2024 il Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto sarà chiuso al pubblico per lavori di riqualificazione, fino a data da destinarsi. Saranno regolarmente aperti il Museo Emilio Greco ed i Sotterranei del Duomo». E qui finisce la comunicazione dei lavori al museo, a quanto pare iniziati ma di cui, al momento, nessuno ne conosce il termine, né il progetto, né se esistano motivi per i quali non sia stato possibile terminare i lavori per consentire alla struttura di “sfruttare”, turisticamente, l’anno giubilare.

A chiedere la situazione del museo orvietano è stato, nell’ultima seduta del consiglio regionale, nello spazio dedicato alle interrogazioni a risposta rapida, il consigliere regionale Luca Simonetti (M5S) che ha chiesto all’assessore regionale Tommaso Bori di dare conto se «la Regione sia stata informata da altri organi istituzionali competenti sui contenuti del progetto di riqualificazione del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto e sulle fasi operative dei lavori in corso. Ma anche se l’Opera del Duomo abbia richiesto contributi regionali o se esistano finanziamenti già concessi per lavori sul Museo o sugli impianti di sicurezza. Infine l’interrogazione chiedeva se la Giunta ritenga la prolungata chiusura del Museo un elemento critico per la qualità dell’offerta culturale e per la programmazione turistica regionale e quali iniziative di competenza intenda assumere per garantire la fruibilità del patrimonio artistico e culturale di Orvieto».

L’assessore Bori ha risposto che «la Regione non è stata informata né dell’inizio né della durata di questo intervento che ha comportato la chiusura. Non risulta che siano stati richiesti contributi, a noi non è pervenuto nessun progetto di riqualificazione. Non c’era obbligo nemmeno da parte della Soprintendenza di comunicare alcunché. C’è solo il laconico avviso dell’agosto 2024 della chiusura del museo, che ricordo è una struttura a carattere pubblico, non ecclesiastico. Ad oggi non risultano atti o progetti riguardanti la chiusura o il riallestimento del museo. Condividiamo la preoccupazione per lo stallo, da oltre un anno, di un pezzo importante del patrimonio nazionale, non solo regionale. Inoltre abbiamo appreso che è stato soppresso l’ufficio Musei e con esso la figura del curatore. Intendiamo farci parte attiva per poter dare risposte alla cittadinanza, affinché non venga sottratto al godimento pubblico un museo così importante».
A Orvieto intanto tutto tace, il presidente Taddei sarebbe fuori città e, almeno per il momento, non ha inteso rilasciare dichiarazioni a riguardo.


