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Pd Orvieto: “Idee nuove e nuova classe dirigente”

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Riceviamo e pubblichiamo da Partito Democratico Orvieto

In vista delle imminenti elezioni, è cruciale porre l’attenzione sullo schema delle politiche pubbliche ed istituzionali per la città di Orvieto e il suo territorio. Questo territorio ricco di storia e valore culturale merita un posto centrale nella programmazione regionale e nazionale, senza essere trascurata e senza che finisca vittima dei refrain delle campagne elettorali.

Le peculiarità dell’orvietano richiedono un intervento tempestivo da parte delle istituzioni regionali per guarire una ferita che affonda le radici nel passato. 

È imperativo un rafforzamento delle risorse che possono sostenere e alimentare i programmi elettorali dei candidati al governo della nostra città e la qualità della vita di chi abita la Città ed il territorio.

Orvieto e l’Orvietano sono intrisi di una storia millenaria che necessita di essere preservata e valorizzata. La bellezza dei nostri luoghi e la ricchezza culturale devono essere custodite con impegno e investimenti mirati.

Servono strategie concrete volte a promuovere lo sviluppo sostenibile, la tutela del patrimonio storico-culturale, e l’innovazione infrastrutturale per Orvieto e il suo territorio.

Orvieto, unitamente ad altri Comuni italiani con analoghe caratteristiche, subisce da sempre un’ingiustizia storica, mai sanata da alcun Governo e Parlamento della nostra Repubblica. Siamo un Municipio di 19.307 abitanti con un’estensione di 281,27 km quadrati ed inserito all’interno dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano di 1187 km quadrati. Questo oggettivo squilibrio fa sì che siamo nella condizione di dover curare, con risorse derivanti esclusivamente dal numero degli abitanti, un territorio ben più esteso di quello di innumerevoli grandi città italiane.

La situazione è resa ancora più problematica in relazione al fatto che siamo un’Area interna con una configurazione connotata da fenomeni di dissesto idrogeologico, da una mobilità complessa e da servizi sempre più deboli. 

Alla luce di queste considerazioni è necessario seguire l’esempio del Comune di Gubbio e l’impegno del Sindaco Stirati alla necessità di stabilire nei meccanismi che presiedono alla finanza locale un correttivo economico che rappresenti una compensazione per tutti quei Comuni italiani che, in ragione delle dimensioni territoriali, affrontano una sfida impari per le loro reali forze disponibili. Sarebbe una grande occasione per porre fine a una plastica discrasia e a una iniquità palese e aiutare una migliore e più utile gestione del territorio che possa valorizzare il lavoro fondamentale dell’agenzia forestale.

Su questo punto sappiamo bene che per rivendicare interventi altrettanto importanti va messo mano a una progettualità di ampio respiro.

Notiamo infatti una superficialità di certe analisi che tendono a gioire per i successi scontati di certe manifestazioni mentre non si pongono il problema di una città che deve vivere tutto l’anno e che deve invertire la tendenza al declino demografico e mettere a reddito il grande patrimonio immobiliare (non solo comunale) attualmente inutilizzato. PER FARE QUESTO CI VOGLIONO IDEE NUOVE E UNA CLASSE DIRIGENTE ALL’ALTEZZA DELLA SFIDA!

Oltre alla questione che riguarda la gestione del territorio e del paesaggio c’è anche la questione della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale a seguito del parere positivo espresso dal ministero della Salute rispetto alla proposta trasmessa dalla Direzione sanità umbra. Si passa, quindi, alla fase attuativa per il terzo polo ospedaliero dell’Umbria che integrerà le strutture di Foligno e Spoleto. Novità anche per quanto riguarda la riorganizzazione degli ospedali e i relativi fabbisogni di posti letto, gli ospedali di comunità e delle zone disagiate. 

E se nell’atto della Regione, vagliato durante le festività Natalizie, si parla di Norcia, Castiglione del Lago e di 80 posti letto da destinare alle strutture private accreditate e convenzionate della provincia di Terni, non si fa riferimento al tema della Sanità Pubblica ad Orvieto, della rete di servizi diffusi sul territorio e del diritto alle cure di questa porzione di Umbria.  Un vero ospedale dell’emergenza non può rimanere senza una UTIC (cardiologia) che affronti le situazioni estreme e improvvise ed un servizio sanitario pubblico non può non risolbere la questione imperdonabile delle liste d’attesa che naturalmente orientano i cittadini verso le opzioni private.

C’è da chiedersi quale debba essere, in questo contesto, il destino di chi non può accedere ai servizi delle libere professioni.

Orvieto e l’Orvietano non possono essere terra di nessuno ed una landa desolata dove si inseguono promesse elettorali ma dove non si cambia l’esistente e le condizioni materiali dei residenti.

E’ evidente, infatti, che la incapacità di questa amministrazione comunale e le scelte politiche della sindaca hanno contribuito a “marginalizzare” ulteriormente l’area orvietana.

I sussulti del centro destra e i continui cambi di cordata al suo interno si sono riverberati inevitabilmente sulla attività amministrativa della Regione rispetto al nostro territorio (vedi il caso delle case popolari, i ritardi sulla rete infrastrutturale e la partecipazione con una progettualità risibile al parco progetti del PNRR) e dunque va bloccata questa spirale e va restituita autorevolezza alla classe dirigente di questa città.

Il Centro Sinistra sta lavorando per questi obiettivi: “Progettualità alta e complessiva, nuova classe dirigente, autorevolezza delle istituzioni orvietane in ambito regionale e nazionale”.


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