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CiviciX verso le amministrative: «Imbarazzante declino del patrimonio immobiliare»

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Riceviamo e pubblichiamo da Civici Per Orvieto

“L’elenco delle proprietà immobiliari fatiscenti ad Orvieto è davvero imbarazzante, ma questo non disturba l’Amministrazione comunale, almeno non quanto disturba noi. Presi come sono dalle attività ludiche, di sicuro non è per loro una priorità.

Invece avere immobili di pregio in centro storico inutilizzati è imperdonabile e grave, non sapere cosa farne è ancora più grave.

Grave perché è patrimonio che non produce reddito, non offre opportunità, non dà prospettive. Ancora più grave perché va in malora, contribuisce al degrado urbano e rappresenta l’incapacità di disegnare il futuro della città. Abbiamo già detto dell’incapacità di intercettare le risorse del PNRR per mancanza di progettazione cioè di ideazione e di tessere rapporti costruttivi a tutti i livelli.

L’ex caserma Piave, l’ex ospedale (la prevista casa di comunità non si farà mai, ne abbiamo già accennato ma ne parleremo ancora in un prossimo articolo), la Chiesa di San Francesco, l’ex Supercinema, il Chiostro di San Giovanni, l’ex INAPLI: praticamente un disastro.

Poi, oltre all’immenso patrimonio pubblico, ci sono altre proprietà che non sono pubbliche ma rappresentano spazi importanti della città e sulle quali l’Amministrazione avrebbe dovuto in questi anni aprire almeno un confronto: l’ex convento delle suore di San Paolo, l’ex seminario, l’ex liceo artistico, l’ex Enel a Sferracavallo. Una città di ex, disse il sindaco in campagna elettorale. E di ex è rimasta.

Ma cosa ancor più grave è che non si intravede all’orizzonte una bozza di disegno che dia una prospettiva per il futuro. E pensare che di proposte ne sono state fatte eccome! E pensare che si arrabbiano quando evidenziamo che non hanno saputo sfruttare l’occasione del PNRR!

Non ci si improvvisa leader di comunità, ci vogliono le competenze adeguate, molta esperienza e tanta, tanta umiltà di chiedere il contributo a chi ne sa di più e potrebbe rappresentare valore aggiunto per la città. E pensare che ad Orvieto ce ne sono molte di competenze adeguate.

Torneremo più di una volta su questo argomento del patrimonio immobiliare della città, una ricchezza non utilizzata e lasciata andare in malora. Indicheremo anche una strategia e delle proposte”.


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