Calcio a 5, basket e pallavolo nella nuova struttura accanto alla chiesa. Il campo sarà a disposizione gratuitamente. Il parroco don Emanuele Frenguelli: «Il risultato più bello è aver unito tante realtà del territorio». Il vescovo Sigismondi e la sindaca Tardani ai ragazzi: «Custoditelo nella sua bellezza»
Un pallone che comincia a rimbalzare sul nuovo campo, i ragazzi che si alternano tra calcio a 5, basket e pallavolo, le associazioni, le famiglie e un intero quartiere che si ritrova. Più che l’inaugurazione di un impianto sportivo, quella andata in scena nel pomeriggio di domenica 6 settembre a Ciconia è stata una festa di comunità. Perché il nuovo campo polifunzionale realizzato accanto alla chiesa parrocchiale “Maria Santissima Madre della Chiesa” non nasce soltanto per praticare sport, ma è il risultato di un progetto collettivo che ha messo insieme parrocchia, associazioni sociali e sportive, istituzioni, Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, imprese e cittadini.

Una struttura nuova, realizzata in tempi contenuti e con materiali di qualità, che da oggi sarà a disposizione gratuitamente e che è stata intitolata a don Augusto Passeri, figura che per cinquant’anni ha accompagnato la crescita della comunità di Ciconia e di generazioni di giovani, scomparso il 14 febbraio del 2024.
«Una delle cose più belle e di cui sono più fiero, oltre alla bellezza del campo, è aver visto l’unità di tante realtà che fino all’altro ieri potevano sembrare frammentate e quasi rivali», ha spiegato il parroco don Emanuele Frenguelli durante la cerimonia.
Un risultato costruito nel tempo. Don Frenguelli ha ricordato il contributo di realtà come Ciconia Start, Ciconia Viva, Piccoli Passi, Andromeda, il Comitato festeggiamenti, il gruppo degli animatori e delle tante famiglie e persone che, anche senza appartenere formalmente ad associazioni, hanno partecipato alle iniziative organizzate per raccogliere fondi. Tra queste le due edizioni della Grest Night, le cene e gli altri appuntamenti solidali.
Ma il valore dell’intervento, nelle intenzioni della parrocchia, va oltre il nuovo terreno di gioco. «Facciamo tante diagnosi sui problemi dei nostri giovani – ha detto ancora don Emanuele – noi stiamo cercando di mettere un tassello per aiutarli a crescere al meglio e soprattutto a riscoprire, attraverso lo sport, una delle cose più belle che oggi tante volte si perde: la compagnia, i rapporti e le relazioni».
Relazioni che, secondo il parroco, il progetto ha già cominciato a costruire anche tra le diverse realtà del quartiere e che si stanno progressivamente allargando a Orvieto Scalo. Un percorso di collaborazione che punta ora più lontano: il campo, infatti, rappresenta soltanto il primo passo di un progetto più ampio che dovrebbe portare alla ricostruzione dell’oratorio. I primi passaggi sarebbero già stati avviati, anche se i dettagli saranno annunciati successivamente.
Dalle due richieste a un unico campo
Determinante è stato il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Il presidente Libero Mario Mari ha ricostruito anche la genesi dell’operazione. Quasi contemporaneamente erano arrivate alla Fondazione due richieste: quella della parrocchia per contribuire alla realizzazione di un campo da calcetto e quella dell’Associazione Corrado Spatola per un campo da basket da costruire poco distante, nell’area del palazzetto dello sport.

Da qui la scelta di mettere tutti intorno allo stesso tavolo.
«L’idea è stata molto semplice – ha spiegato Mari – chiamare don Emanuele e Andrea Spatola e dire facciamo un’unica cosa, facciamola meglio e in tempi più brevi. Hanno aderito subito e questo dimostra che, quando ci sono buone intenzioni e si mettono insieme le forze, si riesce a ottenere molto».
Un modello che, per il presidente della Fondazione, dovrebbe essere replicato anche altrove. Nell’Orvietano sono numerose le associazioni impegnate in attività spesso simili ma non sempre capaci di fare sistema. Ciconia, in questo senso, rappresenta un esempio concreto di ciò che può nascere dalla collaborazione.
Mari ha ricordato anche il proprio legame personale con don Augusto, che fu suo insegnante di religione al liceo scientifico: «Le sue non erano soltanto lezioni, erano momenti di dialogo e confronto. Ci apriva al mondo e ci aiutava a capire quello che ci circondava».
E ai ragazzi è arrivata una raccomandazione: avere cura della nuova struttura perché possa rimanere nel tempo non soltanto un campo da gioco, ma «un luogo di aggregazione, inclusione e relazione», tanto più importante in un’epoca nella quale giovani e adulti trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi.
Ceprini: «Un luogo protetto per incontrarsi e socializzare»
A seguire materialmente la realizzazione dell’opera è stata Patrizia Ceprini, che ha ricordato il suo legame lungo mezzo secolo con la comunità di Ciconia.

«Quando don Emanuele mi ha presentato il progetto l’ho subito sostenuto e l’ho anche spronato ad andare avanti – ha raccontato – perché i nostri quartieri e le nostre città hanno bisogno di luoghi protetti dove i ragazzi possano incontrarsi, giocare, fare comunità e socializzare».
Ceprini è tornata con la memoria a cinquant’anni fa, quando la chiesa ancora non esisteva e la messa veniva celebrata nel garage di Bruno. «Era una comunità in cammino che cercava la propria costruzione e la propria identità. Questo è un po’ il coronamento di quel percorso».
Nel ringraziare quanti hanno lavorato alla struttura, tra cui l’ingegnere Tavolacci, Edoardo Ceprini e le maestranze, ha espresso anche l’auspicio che il campo possa essere «il primo progetto all’interno di un progetto più grande».
Il Comune: «Questi luoghi sono di tutti»
Il terreno sul quale insiste parte della struttura è stato concesso in comodato d’uso dal Comune di Orvieto. La sindaca Roberta Tardani ha definito l’intervento «un esempio di ottima collaborazione tra pubblico e privato», sottolineando la crescita dei servizi nel quartiere.

«Ciconia sta crescendo molto e sta costruendo servizi importanti per la comunità, per le famiglie e per i ragazzi – ha detto – abbiamo bisogno di luoghi sani per i nostri giovani, dove possano incontrarsi e respirare i valori importanti per crescere bene».
Dalla sindaca anche un invito alla responsabilità collettiva. «Qualche volta pensiamo che il campetto della parrocchia o quello del Comune non siano di nessuno. Invece sono proprio nostri. Dobbiamo averne cura e mantenerli bene perché sono luoghi di comunità e di incontro».
Tardani ha quindi ringraziato don Emanuele per l’impegno e la tenacia con cui ha portato avanti il progetto. Prima di concludere si è concessa anche una parentesi personale, facendo pubblicamente gli auguri ai genitori per i loro 57 anni di matrimonio, richiamando il valore della famiglia tra quelli da custodire e trasmettere.
L’Associazione Corrado Spatola: «Non basta costruire un campo, bisogna farlo vivere»
Tra i protagonisti del progetto anche l’Associazione Corrado Spatola, che da anni cercava una soluzione per realizzare a Ciconia uno spazio destinato ai ragazzi.

Andrea Spatola ha ricordato i diversi tentativi fatti in passato e il valore della soluzione individuata insieme alla Fondazione e alla parrocchia. «La proposta ci è sembrata bellissima anche perché il campo è all’interno di una comunità che può gestirne l’attività. Non basta realizzare una struttura: bisogna poi farla vivere, mantenerla e farla crescere».
Sigismondi: «Vincere senza sentirsi invincibili, perdere senza scoraggiarsi»
A chiudere la cerimonia, prima della premiazione dei tornei, è stato il vescovo della Diocesi Orvieto-Todi monsignor Gualtiero Sigismondi, che ha affidato ai ragazzi una riflessione sul significato educativo dello sport.

«Lo sport insegna a fare squadra e le varie discipline educano a vincere senza sentirsi invincibili e a perdere senza scoraggiarsi», ha detto il vescovo. Poi l’invito rivolto direttamente ai giovani: «Questa opera è proprio bella. Grazie per averla realizzata e custoditela nella sua bellezza».
Sigismondi ha quindi benedetto il nuovo impianto utilizzando la preghiera che Papa Leone XIV ha dedicato ai giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, una preghiera dedicata allo sport, richiamando i valori della fraternità, dell’incontro, del rispetto, della solidarietà e della crescita personale: lo sport come «scuola di fraternità e non di sterile rivalità, spazio di incontro e non di esclusione, via di pace e non di violenza».
A seguire le premiazioni dei tornei alla presenza di Carlo Moscatelli, neo eletto presidente CONI Umbria.
Il nuovo campo polifunzionale “Don Augusto Passeri” è così entrato ufficialmente nella vita di Ciconia. Gratuito, aperto ai ragazzi e nato dall’unione di tante realtà diverse. Un campo da gioco, ma anche un luogo nel quale provare a costruire relazioni e comunità. E, nelle intenzioni della parrocchia, soltanto il primo tassello di qualcosa di più grande.
(fotogallery a cura di Filiberto Mariani e Monica Riccio)




